giovedì 28 giugno 2012

la trama-percorsi di leggerezza alchemica



QUALUNQUE COSA L'UOMO FACCIA ALLA TRAMA,

 LA FA A SE STESSO...





Intorno al 1852 il governo americano chiese alle tribù indiane di comprare la loro terra per i nuovi abitanti degli Stati Uniti; così rispose il capo indiano Seattle:


"Il presidente Washington fa sapere che vuole comprare la nostra terra. Ma come puoi comprare o vendere il cielo? E la terra? L'idea ci sembra strana. Se non possediamo la freschezza dell'aria e la luminosità dell'acqua, come possiamo comprarle?
Ogni parte di questa terra è sacra per la mia gente. Ogni ago di pino luccicante, ogni costa sabbiosa, ogni vapore delle foreste, ogni prato, ogni insetto ronzante sono sacri alla memoria e all'esperienza della mia gente. Noi conosciamo la linfa che scorre negli alberi come conosciamo il sangue che scorre nelle nostre vene. Noi siamo parte della terra e la terra è parte di noi. I fiori profumati sono le nostre sorelle. L'orso, il cervo, la grande aquila sono i nostri fratelli. Le creste rocciose, i fiumi che scorrono nei prati, il calore del corpo del pony e l'uomo appartengono tutti alla stessa famiglia. L'acqua luccicante che si riversa in fiumi e torrenti non è solo acqua, ma è il sangue dei nostri antenati. Se noi vi vendiamo la nostra terra, voi dovete ricordare che è sacra.
Ogni riflesso fantasma nel chiarore delle acque dei laghi ci parla di eventi e di ricordi della vita della nostra gente. Il mormorio dell'acqua è la voce dei padri dei miei padri.
I fiumi sono i nostri fratelli. Essi spengono la nostra sete, trasportano le canoe e danno nutrimento ai nostri bambini. Così, dovete avere per i fiumi la gentilezza che avreste per vostro fratello.
Se noi vi vendiamo la nostra terra ricordatevi che l'aria è preziosa, che l'aria ha il suo spirito in comune con tutta la vita che essa contiene. Il vento che ha dato il primo respiro al nostro avo ha ricevuto anche il suo ultimo sospiro. Il vento ha anche dato ai nostri figli lo spirito della vita. Se noi vi vendiamo la nostra terra, voi dovete proteggerla e venerarla come un luogo dove l'uomo può andare ad assaggiare i sapori del vento reso più dolce dal profumo dei prati.
Insegnerete ai vostri bambini ciò che noi abbiamo insegnato ai nostri? Che la terra è nostra madre? Ciò che accade alla terra accade a tutti i figli della terra.
Noi questo sappiamo: la terra non appartiene all'uomo, è l'uomo che appartiene alla terra. Tutte le cose sono in relazione tra loro come il sangue che ci accomuna tutti. L'uomo non ha tessuto la trama della vita. Egli ne è solo un filo. Qualunque cosa l'uomo faccia alla trama, la fa a se stesso.
Una cosa sappiamo: il vostro dio è anche il nostro dio. La terra gli è preziosa e danneggiare la terra significa disprezzare il suo creatore.
Il vostro destino è per noi un mistero. Che cosa succederà quando i bufali saranno scannati? Quando i cavalli selvaggi saranno domati? Che cosa succederà quando gli angoli segreti della foresta saranno pieni dell'odore di molti uomini e la vista delle colline in fiore sarà macchiata dai pali del telegrafo? Dove andrà a finire la boscaglia? Se ne andrà. Dove volerà l'aquila? Se ne andrà. E cosa accadrà quando diremo addio al veloce pony e alla caccia? La fine della vita e l'inizio della sopravvivenza.
Quando l'ultimo pellerossa sarà scomparso e le sue terre selvagge e i suoi ricordi saranno solo l'ombra di una nuvola che si muove lungo la prateria, questi lidi e queste foreste ci saranno ancora? Rimarrà ancora qualcosa dello spirito della mia gente?
Noi amiamo questa terra come un neonato ama il battito del cuore della madre. Così, se noi vi vendiamo la nostra terra, amatela come noi l'abbiamo amata, prendetevene cura come noi ce ne siamo presi cura. Ricordatevi di com'era quando l'avete ricevuta. conservate la terra come tutti i bambini e amatela come Dio ama tutti noi.
Come noi anche voi fate parte della terra. Questa terra ci è preziosa. E anche per voi è preziosa. Una cosa noi sappiamo: c'è un solo Dio. Nessun uomo, che sia un pellerossa o un viso pallido, può far parte per se. Noi siamo fratelli, dopotutto."


E' inutile commentare... sappiamo bene tutti quale scempio la nostra cosiddetta civiltà ha perpetrato e sta perpetrando non solo alla terra, ma all'uomo stesso e alla sua natura divina. Naturalmente i tempi sono cambiati, siamo tanti di più sul pianeta e le esigenze sono aumentate, ma sappiamo che ci sarebbero risorse per tutti se iniziassimo a concepire la vita a contatto con l'essenza divina di tutte le cose e di tutti gli esseri viventi come Vita e quella che svolgiamo adesso come sopravvivenza, e non il contrario.






lunedì 18 giugno 2012

la meditazione leggera-percorsi di leggerezza alchemica


La Meditazione Leggera




Sappiamo tutti che il periodo non è dei più riposanti... energie molto forti stanno trasformando i nostri schemi di pensiero, attraverso la crisi di modelli consolidati che, anche quando osteggiati, hanno costituito comunque fino ad ora dei punti di riferimento. Una cosa è protestare contro un sistema che percepiamo solido nelle sue basi fondatrici, altra cosa è percepire il mondo e i suoi sistemi di valori fondanti, sgretolarsi lentamente e non sapere a cosa aggrapparsi e su che presupposti incardinare una nuova visione. Inoltre terremoti, scie chimiche, fenomeni climatici anomali amplificano il senso di instabilità e disorientamento.  

E' per questo che più di sempre risulta necessario agire con calma e determinata vigilanza al proprio sentire; è essenziale fermarsi spesso e osservare in quale spazio mentale ed emozionale ci troviamo, per non farci trasportare nel nugulo di emozioni di rabbia e paura che affiorano dall'inconscio collettivo e inevitabilmente trovano risonanza nelle nostre vetuste e invalidanti forme pensiero, indotte da anni di sistematica "educazione" al sonno della coscienza.

Occorre una trasformazione globale e sappiamo che per fare posto al nuovo è d'obbligo fare pulizia del vecchio; per creare il Mondo Nuovo c'è bisogno di un Uomo Nuovo. Per essere un Uomo Nuovo, bisogna alleggerirsi dai pesi di secoli di manipolazione della nostra Vera Essenza e integrare energie più limpide e autentiche. E' un viaggio interiore interessante e avventuroso che abbiamo scelto di compiere Qui ed Ora... e se adesso siamo nell'oceano in tempesta, possiamo restare a galla aiutati dalla consapevolezza che è solo una tappa del nostro lungo peregrinare...

La meditazione di cui allego il link è uno degli spunti concreti e molto semplici che possono essere di ausilio in questa fase. 



lunedì 11 giugno 2012

l'uomo che piantava gli alberi-percorsi di leggerezza alchemica



L'uomo che piantava gli alberi





Nell'ottica del servizio, per la Nuova Terra, ognuno può dare un contributo.
I semi che si piantano possono essere visibili o meno, tangibili o eterei come vapore leggero. Possiamo essere tutti come l'uomo che pianta gli alberi, ognuno col suo talento speciale; senza attaccamento al risultato e senza aspettativa di riconoscimento; senza controllo , semplicemente operando con integrità nei confronti di noi stessi, per quello che sentiamo essere vero e bene per noi, compiamo la grandezza dell'essere Uomo e il nostro destino.



sabato 9 giugno 2012

i sacrifici di Mister Monti-percorsi di leggerezza alchemica

I sacrifici di Mister Monti




Il periodo, lo abbiamo capito tutti, è di quelli topici: 2012, con cambiamento energetico accluso, crisi finanziaria, istituzioni traballanti, sistemi di valori che crollano come i campanili durante i terremoti (simbolicamente le torri si squarciano per liberare l'energia trattenuta), regni, detentori secolari di potere temporale e spirituale, che mostrano la loro fallace consistenza, governi che annaspano come pesci senz'acqua, resistenti fino allo stremo, mentre nel cielo venere si affaccia sul sole e ci ricorda che il tempo del potere dell'amore è giunto. Un mondo che finisce, un'era che che conclude un ciclo e un nuovo ciclo che inizia.

Non a tutti piace: Mister Monti, mandatario dei controllori del vecchio paradigma, prova a trattenere l'inevitabile balzo in avanti della Terra lanciando in aria, come un gas urticante, la nuova parola/energia d'ordine: SACRIFICI. Si sa, le parole hanno una vibrazione, una consistenza, una frequenza: evocano archetipi che lavorano nell'inconscio collettivo e si insediano nel profondo di soppiatto. La parola "sacrificio", grazie alla storica, lungimirante strategia dello scranno papale e complici le asservite ed univoche soluzioni interpretative delle scritture, propagandate come sacre, ci riporta ad un'idea diffusa di  privazione, rinuncia di se, annullamento a favore del servizio per gli altri; in altre parole, il sacrificio come dolore per giusto fine. La visione del Cristo sofferente sulla croce è viva nell'immaginario di tutti noi, compagna fedele del senso di colpa ed evocatrice di espiazione e contrizione. 

Ebbene credo che il tempo sia pronto per un'evoluzione di coscienza e una trasformazione archetipica del simbolo sacrificale. Non si tratta di stravolgere concetti consolidati o di negare la storia, si tratta semplicemente di portare il focus sull'etimologia: sacrificio deriva da sacrum facere, ovvero fare sacro; rendere divino tutto ciò che si compie, agire sacralmente, in unione con il divino dentro di noi, non in separazione, lotta o asservimento. In amore e gioia, non in dolore e patimento.

In quest'ottica, Mister Monti ci reca un messaggio inconsapevolmente funzionale al passaggio frequenziale ed ha ben diritto di asserire: è il tempo del sacrificio.
Nel senso del tempo del SACRUM FACERE, della croce liberata dal giogo del dolore e restituita alla Nuova Terra di cui è simbolo.