sabato 9 giugno 2012

i sacrifici di Mister Monti-percorsi di leggerezza alchemica

I sacrifici di Mister Monti




Il periodo, lo abbiamo capito tutti, è di quelli topici: 2012, con cambiamento energetico accluso, crisi finanziaria, istituzioni traballanti, sistemi di valori che crollano come i campanili durante i terremoti (simbolicamente le torri si squarciano per liberare l'energia trattenuta), regni, detentori secolari di potere temporale e spirituale, che mostrano la loro fallace consistenza, governi che annaspano come pesci senz'acqua, resistenti fino allo stremo, mentre nel cielo venere si affaccia sul sole e ci ricorda che il tempo del potere dell'amore è giunto. Un mondo che finisce, un'era che che conclude un ciclo e un nuovo ciclo che inizia.

Non a tutti piace: Mister Monti, mandatario dei controllori del vecchio paradigma, prova a trattenere l'inevitabile balzo in avanti della Terra lanciando in aria, come un gas urticante, la nuova parola/energia d'ordine: SACRIFICI. Si sa, le parole hanno una vibrazione, una consistenza, una frequenza: evocano archetipi che lavorano nell'inconscio collettivo e si insediano nel profondo di soppiatto. La parola "sacrificio", grazie alla storica, lungimirante strategia dello scranno papale e complici le asservite ed univoche soluzioni interpretative delle scritture, propagandate come sacre, ci riporta ad un'idea diffusa di  privazione, rinuncia di se, annullamento a favore del servizio per gli altri; in altre parole, il sacrificio come dolore per giusto fine. La visione del Cristo sofferente sulla croce è viva nell'immaginario di tutti noi, compagna fedele del senso di colpa ed evocatrice di espiazione e contrizione. 

Ebbene credo che il tempo sia pronto per un'evoluzione di coscienza e una trasformazione archetipica del simbolo sacrificale. Non si tratta di stravolgere concetti consolidati o di negare la storia, si tratta semplicemente di portare il focus sull'etimologia: sacrificio deriva da sacrum facere, ovvero fare sacro; rendere divino tutto ciò che si compie, agire sacralmente, in unione con il divino dentro di noi, non in separazione, lotta o asservimento. In amore e gioia, non in dolore e patimento.

In quest'ottica, Mister Monti ci reca un messaggio inconsapevolmente funzionale al passaggio frequenziale ed ha ben diritto di asserire: è il tempo del sacrificio.
Nel senso del tempo del SACRUM FACERE, della croce liberata dal giogo del dolore e restituita alla Nuova Terra di cui è simbolo.

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