martedì 12 febbraio 2013

break the chain







il 14 febbraio donne di tutto il mondo balleranno nelle piazze per testimoniare che sono libere. 
Libere dalle catene di secoli di prigionia, psicologica quando non fisica, che le ha soggiogate, spesso vinte, ma mai distrutte, cancellate. 
Perchè la Vita che scorre nelle vene delle donne, quella Vita di cui le donne sono portatrici sane e che testimoniano ad ogni loro passo sul pianeta Terra, vuole Vivere, vuole Essere, e niente e nessuno potrà mai annientarla.
La Vita peraltro non fa distinzioni: è per questo che le donne amano, uccellini e bambini, piante, gatti, fiori, maschi e femmine. Quale donna odia suo figlio solo perchè maschio? 
E' dunque questo il miracolo insito nel genere femminile: contenere la coppa del Santo Graal, l'Uno in Sè.
Quando conduco il seminario sulla radianza della Dea Bianca e sugli archetipi del femminile, a volte vengo sospettata di settarismo e femminismo retrivo. A chi crede questo io rispondo con una sola parola: 

integrazione. 

Chi ha partecipato sa che il senso ultimo, a parte l'espansione della consapevolezza sulle nostre tante parti, è l'unione di queste parti, in un'ottica di condivisione e danza interna dove la riconciliazione ha luogo. E se la donna si da la possibilità di amare le sue parti, di accogliersi così com'è, ferite comprese, allora il Graal si riempie e la Pace interna traboccherà all'esterno, per espandere la vibrazione e creare il Mondo Nuovo.
Non c'è nessun nemico. L'uomo in sè non è nemico, nè nemiche sono la vergogna, l'umiliazione, la paura. Tutto questo è esperienza, che noi attraversiamo come se viaggiassimo in lande sconosciute imparando a guardare e riconoscere per non perderci più. 
Tutto ha un senso e, nella nostra realtà dimensionale, tutto ha un tempo. Il tempo del potere, del massacro, della mutilazione e del silenzio; il tempo sacro dell'indignazione, della ribellione e quello del risveglio. 
Per le donne e per gli uomini di questo pianeta Terra, Adesso,

il tempo della Manifestazione





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