giovedì 7 febbraio 2013

il tè con le amiche






Stamattina si discorreva davanti ad una tazza fumante e una ciambella opportunamente divisa in tre, dei tempi presenti e a venire e della difficile contingenza che stiamo attraversando. Come frequentemente accade, il tono emozionale della conversazione, pur molto gradevole, ha iniziato a scivolare impercettibilmente, ma con pericolosa e puntigliosa costanza, verso la deprimente visione di un mondo senza sbocco e futuro.
Nell'osservare come anche il mio umore cedesse pian piano alla velata depressione che incupisce chiunque di noi quando ci connettiamo col portafoglio e il conto in banca, mi sono ricordata un episodio: 

durante la formazione Aura-Soma, una mia collega si trovò a doversi confrontare con un tema molto delicato e doloroso. Mentre la collega esprimeva la sua sofferenza, la mia insegnante si girò verso di me e, con uno sguardo penetrante e intenso, mi disse lapidariamente:

"scegli di essere parte della soluzione e non del problema".

Presumibilmente aveva intercettato il mio empatico, quanto inutile, coinvolgimento emotivo alla storia della mia compagna di viaggio.

Non ho mai dimenticato questo insegnamento e credo possa essere opportuno ricordarlo adesso.
Nessuno ha la bacchetta magica, ma forse di nessuno è il compito di  far tornare le cose "come prima".
Di fatto stiamo vivendo un'epoca entusiasmante, proprio per le possibilità di sfida e cambiamento che in essa sono insite. Colleghiamoci energeticamente con la bellezza di questa opportunità, e lasciamo che il problema scivoli lentamente verso il basso, come il miele dal cucchiaino.  
Non è vero che non possiamo fare nulla: possiamo scegliere di essere parte della soluzione. Possiamo volgere lo sguardo, agire consapevolmente, creare nuove reti di sostegno, inventare modi di stare al mondo e di stare insieme. Essere e non avere.
Fa paura, è vero. Ma lasciamoci eccitare dalla novità dell'esperienza!!!

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