martedì 26 febbraio 2013

Scrivere la storia



"Siamo nella bufera della storia, non perdiamo il timone e lasciamo andare quel che non è rilevante al presente…" C. Bassi



L'onda d'urto è arrivata. 
Chi lavora a livello energetico non è stupito: da molto tempo questo mare si sta gonfiando, da molto tempo l'impatto vibrazionale accelera e prepara per il salto.
Oggi scriviamo la storia, è vero, ma cos'è "la storia" se non un collage di momenti, uno in fila all'altro e uno dentro l'altro,  intrecciati, sovrapposti, complementari?

La storia si scrive ogni giorno, ogni attimo, con le scelte quotidiane. 
Si scrive quando scegliamo di acquistare l'uva del Cile all'ipermercato invece di quella a Km. zero del piccolo esercente. Quando lasciamo scorrere l'acqua o accese le lampadine per disattenzione e incuria. Quando preferiamo guardare la televisione in modo acritico, per "rilassarci", o quando ci pieghiamo alla logica delle medicine come palliativi invece di provare ad ascoltare il nostro corpo.
La storia si scrive quando cediamo alla paura dello spread e ci muoviamo frettolosi e incerti, alla ricerca di qualche sicurezza che nessuno può dare, quando attraversiamo le strade delle nostre città senza attenzione per quel che ci circonda, quando non troviamo il tempo per fermarci a guardare un gatto accoccolato su un muretto, o una foglia che cade, o lo sguardo di chi incrociamo. Quando concediamo un "grazie" distratto al barista che ci ha fatto il caffè, senza un sorriso vero; la storia è nei rifiuti organici e inorganici che produciamo in eccesso e smaltiamo senza coscienza, e nelle sgradevoli tossine energetiche di cui inondiamo il collettivo con i nostri pensieri aggressivi e intolleranti.
Scriviamo la storia nello svolgere le nostre incombenze quotidiane e il nostro lavoro con amore e dedizione, al meglio di noi. Quando non è il "cosa", ma il "come" che conta veramente. Quando "avere" perde spessore di fronte ad "Essere". 
E' storia se non siamo capaci di confrontarci con noi stessi, se pensiamo che il cambiamento venga sempre da fuori, se aspettiamo che qualcuno metta le cose a posto e ci sentiamo vittime. E' storia un giudizio facile, quando seguiamo la maggioranza e non il nostro vero sentire, è storia se all'ora di religione di nostro figlio non corrisponde la nostra ora di messa la domenica. E' certamente storia se la solidarietà consiste nel provare commozione solo a distanza di sicurezza o se scegliamo di partecipare alla vita; se intanto che aspettiamo che gli spazzini svolgano il loro compito, ripuliamo le aiuole sotto casa dalle erbacce. Se la mattina ci guardiamo allo specchio e ci chiediamo: "come posso migliorarmi?" o se, contrariati, notiamo solamente le occhiaie. 

E' storia quando mi fermo. 
Quando mi osservo. 
Quando mi ascolto. 
Quando provo a sentire se sono IO, integro in tutte le mie parti, o se invece troppi cassetti del mio interno sono chiusi, segreti, celati a me stesso. 
Quando scelgo di espandere la mia consapevolezza, entrare in contatto con le mie paure, con i miei limiti, i conflitti, e di trasformare qualcosa. 
La storia si scrive quando siamo pronti a guardare con occhi nuovi, a concepire spazi, a creare; quando il rischio non è uno spettro temibile, ma il compagno di viaggio inevitabile del Ricercatore che siamo.  

Così la storia la scriviamo ogni giorno, insieme, perchè nessuno è uno, ma tutti siamo Uno.
La massa critica raggiunta alle urne non sarà sufficiente se non le corrisponderà una massa critica in termini di consapevolezza espansa. Così come parlare di pace non serve se la pace non la operiamo dentro di noi, così trasformare la geografia di un parlamento non sarà abbastanza se a questo non corrisponderà una trasformazione interna dell'animo di ognuno, pronto al Servizio e al contempo al confronto con se stesso.
E quando e se saremo davvero massa critica Evoluta, non sarà solo trasformato un parlamento, ma l'Europa tutta.


Grazie di esserci.



     

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