venerdì 29 marzo 2013

francesco e la resa






Lo ammetto, sono fortemente diffidente verso la chiesa, la sua controversa storia e il suo apparato di potere. Ciò detto, come sempre osservo sforzandomi di collocare la mia visuale in una posizione neutra e ricettiva.

Noto così che nel pescaggio odierno dell'arcano del momento presente (che io effettuo solo quando sento, senza cadenza specifica) è emerso il cavaliere di coppe. Osservo inoltre che appena dopo aver scritto il post sull'arcano, alla radio mi si dice di questo papa che si è recato in un carcere minorile ed ha effettuato il rituale, ma niente affatto scontato e abituale, atto del lavaggio dei piedi a 12 ragazzi, proferendo queste parole: 

"Dobbiamo aiutarci uno con l'altro", "questo è quello che Gesù ci insegna e questo che io faccio, é il mio dovere, che mi viene dal cuore, amo farlo".    

E' inutile che io spieghi in questa sede la simmetria tra il cavaliere di coppe e questo gesto che simboleggia attivamente il servizio all'altro in un'ottica di cuore e disinteresse, perchè è ampiamente intuitivo. 
Quello che vorrei invece sottolineare è la scelta del numero dei ragazzi - 12  come i 12 apostoli - che, se da una parte sembra essere un pò gigiona ( io come Gesù), dall'altra rimanda, consapevolmente o meno, al 12 come numero iniziatico, esotericamente associato alle prove che portano alla completezza del ciclo (vedi i 12 segni dello zodiaco, le 12 case, i 12 mesi dell'anno). 
Ma il 12 è anche, nelle chiavi degli arcani maggiori dei Tarocchi, la resa, ben rappresentata dalla lama dell'appeso. L'appeso si arrende alla sua posizione apparentemente scomoda e trova in essa nuova linfa vitale e nuove visioni della realtà, che lo portano a trasformare la sua coscienza. 
Mi preme qui sottolineare che 12 è anche la quintessenza del nome Francesco, quasi a sottolineare come energeticamente questo appellativo esprima la dinamica del servizio attraverso l'umiltà di una condizione che, in un'ottica di autoaffermazione, apparirebbe negletta ed invece contiene all'interno la sua sfida più grande e il premio agognato: trovare il cuore di Sè e il cuore delle cose.

Così mi appare come nel momento in cui scrivo, al di là di dietrologie che ci sarà sempre modo e tempo di fare, papa Francesco incarni la testimonianza attiva di quel cavaliere di coppe che si affaccia nel nostro panorama collettivo e che, speriamo, assuma nuova pregnanza da qui in avanti.

   

lunedì 25 marzo 2013

Nuova Umanità





Gatto piccino sul mio grembo: è malato, condannato a breve ad una morte che cercherò di rendere indolore. Fuori è freddo, nonostante l'incipit di primavera della scorsa settimana; ascolto Bruckner e godo della semplicità del momento: la mia cucina, pochi soldi sul conto corrente e tanta serenità nel cuore, nonostante tutto. 
Rimesto le verdure che cuociono in padella mentre assorbo l'energia liberata dall'episodio appena vissuto: di ritorno dalla spesa, ho incontrato un ex compagno di scuola di mio figlio.
Ci salutiamo educatamente, ma qualcosa mi colpisce in lui, come un incedere leggero, quasi danzante. Mi fermo dunque a chiedergli cosa stia facendo adesso, dove vive, i suoi studi; è così che scopro che è stupendo, uno di quegli esseri stellari per i quali da sempre credo di costituire la schiera degli apripista per la costruzione di un nuovo mondo che non sarò io ad abitare, ma loro. Eccolo qui davanti a me, giovane, bellissimo, parlarmi di sogni che vogliono realizzarsi, come quello di essere unico, di voler ballare e attraverso l'espressione libera del suo corpo esprimere la verità; mi racconta che ha scoperto che le persone si vergognano della loro bellezza e che lui vorrebbe testimoniare al mondo che non è più necessario nascondersi; mi parla del suo progetto di creare un ponte tra la musica classica ed un ballo nuovo che ha in mente solo lui, e che ha tanta vita dentro, ma il mondo è stretto... Gli parlo di mio figlio che vuole fare la sua musica, e sogna, come lui, nuovi spazi, nuovi paradigmi, nuovi linguaggi.
A casa, mentre accarezzo il mio gattino, sento la passione per la vita, l'emozione sempre giovane della creazione di sè, e percepisco i miei 50 anni che si confrontano con i 20 di questi ragazzi. So che è il loro tempo e che io ho speso la mia vita fino ad oggi, perchè questo tempo potesse accadere. Lacrime di gratitudine annebbiano la mia vista; l'ora è giunta, ogni cosa è come deve essere e la Nuova Terra è già abitata dalla Nuova Umanità.  

Comprendere qual è il nostro posto nello Schema Cosmico, ci permette di gioire per ogni traguardo e di liberarci da inutili e fallaci aspettative. La pace che ne deriva sosterrà la creazione del mondo che corrisponde alla nostra visione, se lasciamo che l'Esistenza colleghi tutti i fili e tessa la sua tela di cui noi siamo gloriosamente trama. 

    

domenica 24 marzo 2013

gentilezze sospese




l'antefatto:
nei giorni scorsi ero a Napoli, dove ho avuto due piccole esperienze significative che a breve racconterò. Tornata, ho aperto la mia posta elettronica e tra le mail, leggo un messaggio che riporta una frase già conosciuta, ma dimenticata e fortemente sintonica, mi accorgo, con le esperienze appena fatte.
Come spesso mi capita, io scrivo di ciò che in qualche modo percepisco nel mio vivere quotidiano e sulla mia pelle. La mail ricevuta mi è sembrata quindi un invito dell'esistenza alla testimonianza. 

 Praticate gentilezza a casaccio e atti di bellezza privi di senso


Alla stazione di Napoli, vado alla toilette a pagamento; nell'entrare veloce e all'apparenza distratta mi accorgo con la coda dell'occhio di essere passata davanti al ragazzo delle pulizie che siede proprio accanto agli sportelli basculanti e di aver evitato consapevolmente di guardarlo. Ci rifletto; realizzo che, pur non essendo stata apertamente scortese ho assunto l'abituale atteggiamento collettivo di superiorità nei confronti di  alcune categorie di persone e soprattutto di essere caduta nel consueto giochetto di vedere l'abito  e non il monaco. All'uscita decido quindi di procedere più lentamente e salutarlo semplicemente con un "buongiorno" ed un sorriso come è giusto fare con chiunque. Non mi aspettavo certo di ricevere tanta grazia da un gesto così semplice; il ragazzo sedeva gobbo, afflosciato su se tesso, annoiato e spento, ma al mio saluto il suo viso si è illuminato, ha assunto un'espressione stupita e viva e i suoi occhi oltre che la sua bocca mi hanno restituito il sorriso. In qualche frazione di secondo si  è prodotto un piccolo miracolo, semplicemente con un atto di gentilezza al  limite del banale, ma che ha donato a lui diritto di riconoscimento e a me un effetto boomerang per la gioia della sua gioia.

Nel pomeriggio entro in un bar del Vomero a prendere un caffè; mentre aspetto al banco di essere servita, ridendo dentro di me per la scritta di ironia tipicamente partenopea sulla macchina del caffè (chi tratta male o barist' adda campà sulagno e trist'), osservo un signore terminare di consumare e pagare il suo e un "sospeso". 
Adoro Napoli. In quale città, pur martoriata da mille mali, esistono tali piccoli atti di generosa solidarietà senza premio nè riconoscimento? Per chi non lo sapesse, il caffè sospeso è un caffè pagato ad uno sconosciuto, presumibilmente indigente. E' una pratica diffusa, di gentilezza e signorile generosità, per la quale chi non ha i soldi per il caffè si affaccia nel bar e chiede semplicemente se ci sono sospesi. Non ho mai sentito di baristi che intascano i sospesi arbitrariamente - sarebbe una lesione troppo grande del proprio onore di napoletano -  nè ho mai sentito di persone che si siano sentite lese nella loro dignità o guardate dall'alto in basso perchè usufruiscono di un sospeso. Nè chi paga il sospeso saprà mai a chi ha beneficiato e quindi riceverà gratitudine diretta o tronfio riconoscimento personale. 

Atti di gentilezza a casaccio, appunto. 
Possiamo iniziare a pensare in termini di rete, di Tutto. 
Seminiamo, elargiamo bellezza, grazia, amore. L'esistenza provvederà non a ripagarci, ma a donarci quello che serve a noi in quel momento, prescindendo dai nostri calcoli della serva, ma inserendo il nostro conteggio in un calderone ben più grande di crediti da erogare.     


lunedì 18 marzo 2013

il decalogo del 2013





Ricevo e pubblico un vademecum di 10 punti, scritto da Dylan Charles e tradotto da Helios per Heartaware, su cui concentrarsi nel 2013 e, a mio avviso, in ogni anno della nostra vita. E' un decalogo essenziale, per ricordarci quello che già sappiamo ma che inevitabilmente a volte passa in secondo piano nel vivere quotidiano. Nutro tuttavia una riserva circa il punto 9, perchè credo che: 
A) se diamo spazio a queste precauzioni, apriamo la porta alla paura, non il contrario, a meno di non essere mooooolto centrati
B) se è vero che toccherà cedere alla logica della schiavitù, non ci sarà riserva sufficiente a salvaguardarci.  


1. Dissipate la paura dalla vostra vita

Liberatevene una volta per tutte. Sotterratela, e non tornate sui vostri passi. La più micidiale forza che opera contro il giusto destino dell’umanità è la paura. La paura è il componente base della Matrix, questa emozione umana da sola è più efficace anche della prigione di Guantanamo. L’ascoltiamo alla radio, la vediamo negli show televisivi. La paura è il sovrano di questo mondo moderno e va rimosso senza indugio. La morte è la paura ultima degli uomini, riflettere sulla propria morte è di primaria importanza per poter stimolare cambiamenti positivi negli anni a venire. Oltre alla morte, siamo programmati ad avere paura del dolore in ogni sua forma: dolore fisico e dolore per misere condizioni economiche, dolore sotto forma di senso di insicurezza e dolore di sentirsi diversi tra i nostri simili, per esempio. Smettetela di scappare dal dolore. Smettetela di mascherarlo con unguenti e con medicine che intorpidiscono la mente e intossicano il corpo. Il dolore è il vostro più grande insegnante e alleato per confrontarvi con la paura. Usatelo, imparate a conviverci e lasciate che il dolore delle vostre aspettative infrante rinvigorisca la vostra vita, conferendole nuovo spessore. Solo una volta che non siete più pedoni della paura, potrete veramente fare la differenza in questo calderone di anime che chiamiamo vita.

2. Migliorate voi stessi, sotto ogni aspetto

Siamo malaticci e immaturi; siamo ignoranti, apatici ed egoisti; siamo sovrappeso, stupidi, crudeli e sensazionalisti. Ma allo stesso tempo, siamo in grado di irradiare gioia, siamo compassionevoli e capaci di compiere atti d’amore meravigliosi. Quindi, qual’è la vostra vera natura? Dov’è che il vostro Spirito è più vivo e ispirato? La salute integrale della vostra persona è un passo obbligato per affrontare queste questioni. Diventate ciò che che siete nati per essere: vigili, vivi, svegli e felici. Il corpo fisico è un veicolo per la mente, che è un’espressione dello spirito. Però senza un corpo in salute come fondamenta, la mente e lo spirito patiscono perdono energia. Iniziate da qui, create una base solida. Purificate e disintossicate il vostro corpo e rivalutate ciò che introducete nel vostro corpo. In seguito, nutrite la mente con idee e pensieri positivi per permettere al vostro spirito di fiorire e di ispirarvi a ricercare nella vita valori migliori e più importanti. Crescete e distinguetevi, affrontate i vostri demoni personali e affinate la vostra forza di volontà. In pochissimo tempo, impegnandovi nell’evoluzione personale potete rivoluzionare in meglio la vostra realtà individuale, a prescindere da qualsiasi difficoltà si possa presentare nella vostra vita. La terra per star bene ha bisogno che le persone stiano bene e siano in salute.

3. Avvicinatevi nuovamente a questa Terra meravigliosa

Più importante di qualsiasi crisi politica o tragedia nazionale, le decisioni che vengono prese contro il nostro pianeta porteranno a maggiori devastazioni e disordini di quanto la mente possa concepire. È ora giunto il momento di impegnarvi con buone intenzioni verso il nostro ecosistema e la vita che dona e cerca di proteggere. Non siete nulla senza un pianeta sano e la responsabilità per un cambiamento in favore della sostenibilità dipende unicamente da voi. Non potete più lasciarvi ingannare dalle vuote promesse dell’elite che dice di agire per un ambiente salutare, dovete agire adesso in protesta del fallito sistema materialistico che estrae, esaurisce, frattura e brucia la sostanza stessa della vita. Liberatevi dal materialismo, e riconnettetevi profondamente con la Terra per ottenere sollievo dalla pazzia che ci sta consumando tutti.

4. Abbandonate i conflitti

La negatività dei conflitti è un ostacolo a tutto ciò che è positivo. Discutere aspramente con amici e famiglia sui piani delle elite non è più accettabile, e non potete più permettere che la vostra energia sia risucchiata da battaglie di opinione o interesse. Imparate a osservare, imparate ad ascoltare, imparate a dare invece che prendere solamente. La vostra opinione conta, ma nel grande schema delle cose l’opinione di una persona non è più importante di quella di qualcun altro. Provate a vivere con questa filosofia nella vita di tutti i giorni, vi renderete conto di quanto sarà più facile influenzare positivamente altre persone.

5. Praticate la gratitudine giornalmente

La Gratitudine è Amore in atto. L’amore è l’opposto della paura e illumina tutte le ombre della vita. Apprezzate il tempo che spendete con coloro che conoscete e amate, e ringraziate giornalmente il qualsivoglia “Dio” in cui crediate, prendendovi il tempo di menzionare ciò che vi rende la vita più ricca, più piena, più bella e gratificante, non importa quanto poco importante sia il motivo per cui lo fate. Il potere trasformativo della gratitudine è impareggiabile, e tutti quelli che si impegnano a compiere atti di sincera gratitudine appaganti, sono ricompensati con la felicità, anche nelle circostanze più avverse.
6. Adottate uno spirito di carità e gentilezza
L’obbiettivo di una persona realizzata è l’abbandono dell’egoismo per vivere al servizio degli altri. Le piccole cose fanno una grande differenza in questo mondo, la via più sicura per raggiungere la propria felicità, è dedicarsi con sincera bontà verso gli altri. Vivi questa idea ogni volta che ne hai la possibilità, ed è garantito che la bontà che dimostrate agli altri vi tornerà decuplicata, influenzando il vostro stesso benessere e prosperità.

7. Siate creativi!

La razza umana è dotata di un’ingenuità e una curiosità incredibili, qualità che ci offrono illimitate possibilità di creare vite che vale la pena vivere, e di correggere i nostri errori collettivi. Tuttavia, gli esseri umani, condizionati ad agire in base a schemi e abitudini, sono inclini a perdere entusiasmo nella vita e a operare solo dentro confini che limitano le potenzialità del proprio Sé. Imparate ad uscire dai vostri schemi provando cose nuove, esplorando idee innovative e prendendo rischi. La creatività è uno strumento nelle mani di chi riflette, l’evoluzione esiste come una funzione delle nostre abilità di agire in base alle fantasie derivate dalla nostra immaginazione. I problemi persistono se le possibili soluzioni sono insufficienti, quindi impegnatevi a fondo nel trovare soluzioni creative ai problemi che potreste incontrare, siano essi grandi o piccoli. I vecchi modi di pensare, interpretare ed agire sono diventati obsoleti, fate la vostra parte nel creare qualcosa di nuovo.

8. Esplorate la consapevolezza e coltivate la spiritualità

Nel nostro mondo c’è molto di più della realtà fisica che noi accettiamo come nostro universo materiale. Oltre ad essa c’è un vasto infinito di conoscenza e sorprese a cui si può accedere in diversi modi, la cui via di accesso può rendere la nostra vita quotidiana più ricca e piena, una realtà di fatto incomprensibile per le nostre menti scientifiche. Esplorate queste realtà e scoprirete una fonte di ispirazione illimitata, che vi permetterà di interagire  con il mondo materiale con rinnovata curiosità e calma passività. La pace risiede nei reami inesplorati della vostra coscienza: la coltivazione della spiritualità individuale è la porta d’accesso a questa pace. Se siete abbastanza coraggiosi da perseguire le rivelazioni offerte dalle piante medicinali, queste potrebbero fornirvi un’opportunità unica di superare la nostra programmazione culturale collettiva e comprendere meglio il vostro ruolo in questo mondo pazzo. La coltivazione della spiritualità è il più nobile degli obbiettivi personali, ed è la via per la rivoluzione totale. La spiritualità e la pace interiore sono la vostra natura, coltivatele o le perderete.

9. Preparatevi

Purtroppo il mondo è sull’orlo di una guerra totale, e per molte nazioni ciò è già molto più che una realtà. Qui negli Stati Uniti stiamo affrontando crisi sistemiche di proporzioni bibliche, mentre la depressione aumenta e l’economia è completamente affossata dalle elite. Le nostre riserve alimentari sono compromesse dalla pazzia delle corporations e da controlli repressivi, e spaventosamente c’è la seria possibilità di una guerra civile americana mentre il governo continua con la sua agenda pianificata da tempo, nell’intento di disarmare il popolo americano. I preppers (cioè gli apocalittici, coloro che si preparano ad un evento in grado di sconvolgere lo stile di vita generale e di adattarsi all’eventualità che questo accada, n.d.t.) non sono pazzi, sono prudenti, e saranno la salvezza per molti quando l’inevitabile collasso si materializzerà in un lampo. Non siate tanto stolti da scambiare questa calma prima della tempesta con la normalità. Stabilite un piano e accumulate delle provviste per voi stessi e le vostre famiglie, in modo da essere pronti almeno per l’emergenza immediata. Questa non è solamente una buona idea, è una vostra responsabilità. È segno di coscienza considerare anche lo scenario peggiore possibile, preparatevi a ogni evenienza, poi proseguite oltre e concentratevi su altre aree della vostra vita che vi portano felicità. L’essere preparati materialmente e mentalmente gioca un ruolo fondamentale nel dissipare la paura dalla vostra vita.

10. Mettete in pratica ciò che predicate

Le persone amano parlare e scambiare informazioni, il che è utile e benefico fino a un certo punto. Ma la natura terribile della nostra situazione globale richiede che voi facciate da esempio, in modo che le altre persone possano imparare direttamente dalle vostre azioni, non dalle vostre idee. Adesso, oggi, in questo preciso istante è il momento di essere coraggiosi e diventare il tipo di persona che crea cambiamenti positivi nel mondo. Prendete nota di interessi e passioni che avete e coltivateli come se aveste l’acqua alla gola. Ogni respiro che fate vi porta più vicini alla morte, qualsiasi cosa essa implichi: il valore della vostra vita è incommensurabile, fate in modo che ogni momento conti. Questa lista è offerta come linea guida in modo che possiate avere l’anno più intenso e gratificante, ricco di trasformazione e luce nella vostra vita. Praticare ciascuno di questi punto vi aiuterà a provare più amore per voi stessi, per la vostra comunità e per l’organismo vivente che chiamiamo pianeta Terra, il tutto aiutando a coltivare un atteggiamento di equilibrio e coraggio in questi tempi di risveglio. 
Cogliere le sfide che stiamo affrontando tutti, fare la vostra parte nel rivitalizzare il nostro mondo, questa è la vostra chiamata nel 2013.
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mercoledì 13 marzo 2013

l'arcano del momento presente: il matto





Senza papa, almeno nel momento in cui scrivo, senza imperatore: questa la situazione del nostro paese.
Dal punto di vista archetipico, siamo nella fantomatica "Terra di Mezzo", nella quale ogni passo non scioglie la riserva della domanda amletica interna: "dove sto andando?"

Questo è l'arcano del MATTO

Il Matto non sa dove va, non sa perchè, non sa per quanto. Però sa il come.

con leggerezza


gioia


con l'innocenza del bambino



Ebbene, che questo momento di sbandamento, senza guida, senza riferimenti, così foriero di paura e motivato disorientamento, sia l'occasione per alzare, come il matto, gli occhi al cielo e connetterci con la Fonte del nostro vero Essere, rinnovare la fiducia e proseguire con passo leggero, sapendo che il presente è tutto ciò che abbiamo. 

venerdì 8 marzo 2013

donna mia





vola
donna mia
libera librati dove è negato
nulla trattiene più le tue ali
il bianco destino di pace è in essere ora
sogna
donna mia
nuove visionarie realtà
mondi stellari nell'attimo presente
rifulgenti di energia risanatrice 
vivi
donna dentro di me
oggi che il tempo è giunto
per guardare con occhi dell'anima
la danza in cerchio dell'eternità.

giovedì 7 marzo 2013

l'archetipo





Un archetipo (video) è come il personaggio di una piece teatrale: che sia tragico o buffo, forte o debole, è l'emblema di un insieme di qualità e suggestioni che lo governano e imprimono al suo agire una specifica direzione.
Immaginiamo di vivere su un palcoscenico e di dover prendere parte allo spettacolo che va in scena: essendo inevitabile assumere le vesti di un personaggio, ci resta la scelta tra sceglierlo noi o, per inconsapevolezza, sopportare che il regista scelga al nostro posto.
Questa ultima opzione è quello che succede da sempre alla maggior parte dell'umanità. La cultura dominante, che sia attraverso la religione piuttosto che attraverso i miti di riferimento, come un regista dispotico ci impone dei ruoli a cui sono associati schemi di pensiero e comportamentali. In se la cosa non è un male, essendo ogni personaggio provvisto di difetti e di pregi; quello che risulta lesivo è l'inconsapevolezza con la quale più che recitare la nostra parte, ci facciamo agire da essa; così l'archetipo diventa nemico quando ci avvolge in una sottile, ma stringente rete, le cui maglie non ci consentono movimenti fluidi.
Il problema è che non lo sappiamo e confondiamo lo spazio della rete per tutto lo spazio esistente, convincendoci di essere liberi quando invece siamo fortemente condizionati. Da problema diventa dramma, se allargando la visuale ci rendiamo conto che quello che succede nel processo individuale è rappresentato esponenzialmente a livello sociale, dando vita a quello che C.G.Jung definiva inconscio collettivo.

Il mio lavoro si incentra preferenzialmente sul sostegno allo svelamento dell'archetipo a cui aderiamo consciamente o meno, al fine di poter quantomeno essere noi i registi di noi stessi, e magari avere le risorse sufficienti a scegliere di cambiare personaggio quando lo riteniamo evolutivo per la nostra crescita interiore.

Quello che credo stia capitando in questa fase storia, è l'opportunità per molti di cambiare il loro archetipo di riferimento; non è impresa in sè facile, se non si ha consapevolezza del processo. 


Per semplificare porto l'esempio dello schema tipico del dramma greco, detto anche triangolo di Karpamn, che rappresenta una possibile (e diffusa) situazione archetipica.
Lo schema in questione prevede sempre una vittima, un carnefice e un salvatore. I ruoli sono intercambiabili, poichè le forze agenti all'interno del triangolo, dialogando e confliggendo, provocano continue oscillazioni nell'equilibrio, per cui di volta in volta e a seconda degli accadimenti, chi assumeva il ruolo di vittima diventa carnefice o scivola magari nella figura del salvatore e così via. Questo modello è facilmente riscontrabile a livello individuale nei nostri schemi relazionali, ma altrettanto è evidente a livello sociale.

Andando ancora più sul pratico:
L'altro ieri: la vittima: il popolo italiano,  il carnefice: Berlusconi, il salvatore: Bersani. 
Ieri: la vittima: il popolo italiano, il carnefice: i politici italiani, il salvatore: Beppe Grillo. 
Oggi: la vittima: Bersani e i politici italiani, il carnefice: il popolo, il salvatore: Beppe Grillo.   
(Questa analisi naturalmente si potrebbe estendere ad altri soggetti politici e/o economici, approfondendola, ma è volutamente semplicistica perchè possa costituire un esempio di facile interpretazione.)  

Capite come, senza una adeguata COSCIENZA, tra breve le dinamiche archetipali e antichissime che ci agiscono e per le quali i "corsi e ricorsi storici" assumono una desolante veridicità, potrebbero produrre ulteriori e non auspicati capovolgimenti, oppure incardinarsi nello schema attuale, che in sè non libera dalla schiavitù del triangolo, per il quale ad un carnefice corrisponde una vittima sacrificale ed un salvatore che detiene il controllo. Di fatto, stiamo parlando di dinamiche di potere.

E' dunque prioritario provare a riconoscere, facendo uno sforzo personale, la propria matrice archetipica e il proprio spazio interno di manovra, per provare a interpretare non un ruolo opposto al precedente (da suddito divento sovrano, da docile divento ribelle), ma un ruolo NUOVO. Inventare insomma, una nuova piece teatrale. 
Il processo in atto contiene al suo interno una occasione magistrale per l'umanità. Non facciamoci distogliere da piccoli obiettivi e da soddisfazioni di facile portata. La posta è molto più alta.


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mercoledì 6 marzo 2013

Luna Astrea - nono velo


Riprendiamo il nostro viaggio nei veli d'illusione. Questa illusione è particolarmente importante, secondo il mio sentire, e fortemente sintonica con il periodo storico che stiamo vivendo. Una ragione in più per ascoltare con attenzione e motivazione, e lavorare su questo punto.
Nel registrare questa canalizzazione, ho dovuto superare una serie di difficoltà esterne, dovute a molteplici disturbi e problemi di ordine tecnico. Specificamente segnalo che per un disguido col microfono manca l'audio dell'ultima frase "La sfida non è essere umani nel mondo, ma essere divini dentro se stessi.". Mi scuso per l'inconveniente, ma osservo come evidentemente la forza di questo velo rappresenti effettivamente una sfida e incontri una resistenza particolare nell'energia individuale e collettiva.

L'avversità






martedì 5 marzo 2013

distruzione






"Il Palazzo Guevara di Bovino si trova lungo la riviera di Chiaia al numero 72. L’edificio venne costruito dall’architetto Moscardella che si ispirò ai palazzi quattrocenteschi di Firenze. Infatti, come questi, la costruzione presenta una facciata totalmente bugnata, sia nel basamento che nei due piani superiori, mentre finestre e portale sono tutte sormontate da un arco. La proprietà dell’immobile passo' al principe di Candriano e, all’inizio nel XIX secolo, al principe Camillo Caracciolo, marito della principessa Ruffo. Successivamente fu occupato dalla famiglia Di Marzio e, prima di essere ceduto al consolato francese, anche dal principe Fabrizio Pignatelli."

Così recita sul web la descrizione del palazzo storico al centro di Napoli che da ieri, 4 marzo ore 10.30, è diventato così




A parte la ferita nel cuore che come napoletana mi sanguina goccia a goccia, a parte i ricordi inevitabili legati al semplice passaggio sotto le finestre del palazzo in questione mille e mille volte, osservo.

Stesso giorno, in serata, la Città della Scienza, simbolo del rinascimento napoletano, gioiello per i ragazzi e per la popolazione tutta, tanto da essere baluardo di iniziative nuove come le sperimentazioni avanzate asimo o favorire la partecipazione diretta attraverso il collegamento wi-fi gratuito, è andata in fumo, distrutta da energia che contrastano lo sviluppo e il cambiamento.

Senza soffermarmi sul pianto interno che mi brucia la gola al ricordo della meraviglia provata nel girare tra spazi e suggestioni infinite della città della scienza di Napoli mentre mio figlio felice correva su scalette e ponti sospesi; senza nutrire troppo il dolore della perdita di una realtà che mi faceva sentire l'orgoglio della mia napoletanità, osservo.

Osservo che la bellezza è stata sfregiata, mutilata, offesa. Osservo che il nuovo, il sano, il bello, per affermarsi richiedono il prezzo di sangue di vecchie sacche di resistenza che si oppongono tenacemente, a Napoli e nel paese. Osservo che maggiore è la resistenza al cambiamento, maggiore deve essere la fiducia di chi prova a creare nuovi paradigmi, perchè più avanza l'onda trasformante, più aumenta la minaccia per chi vi si oppone.

Da napoletana sono toccata nel vivo, e prego per questa città straordinaria che, proprio perchè storica fucina di creatività e bellezza, paga, e paga, e paga...
da italiana, io alzo la testa e con serenità affermo che nulla frenerà l'onda, se nei nostri cuori la paura e l'odio non troveranno spazio. 

Noi siamo il cambiamento che vogliamo vedere nel mondo: 

io ho fiducia.

Per questo, per ricordare un progetto meraviglioso, come meraviglioso sarà il mondo che potremo costruire ancora e di più, al posto di un video ufficiale propongo questo filmato fatto da un ragazzino che ha beneficiato del bello e del buono. Lui ce l'ha nel cuore. E' quello che basta, per costruire speranza e futuro.
       







Per gli affezionati delle mie simboliche chiavi di lettura, faccio presente che ieri era l'arcano della morte a dettare le sue leggi cosmiche...