martedì 5 marzo 2013

distruzione






"Il Palazzo Guevara di Bovino si trova lungo la riviera di Chiaia al numero 72. L’edificio venne costruito dall’architetto Moscardella che si ispirò ai palazzi quattrocenteschi di Firenze. Infatti, come questi, la costruzione presenta una facciata totalmente bugnata, sia nel basamento che nei due piani superiori, mentre finestre e portale sono tutte sormontate da un arco. La proprietà dell’immobile passo' al principe di Candriano e, all’inizio nel XIX secolo, al principe Camillo Caracciolo, marito della principessa Ruffo. Successivamente fu occupato dalla famiglia Di Marzio e, prima di essere ceduto al consolato francese, anche dal principe Fabrizio Pignatelli."

Così recita sul web la descrizione del palazzo storico al centro di Napoli che da ieri, 4 marzo ore 10.30, è diventato così




A parte la ferita nel cuore che come napoletana mi sanguina goccia a goccia, a parte i ricordi inevitabili legati al semplice passaggio sotto le finestre del palazzo in questione mille e mille volte, osservo.

Stesso giorno, in serata, la Città della Scienza, simbolo del rinascimento napoletano, gioiello per i ragazzi e per la popolazione tutta, tanto da essere baluardo di iniziative nuove come le sperimentazioni avanzate asimo o favorire la partecipazione diretta attraverso il collegamento wi-fi gratuito, è andata in fumo, distrutta da energia che contrastano lo sviluppo e il cambiamento.

Senza soffermarmi sul pianto interno che mi brucia la gola al ricordo della meraviglia provata nel girare tra spazi e suggestioni infinite della città della scienza di Napoli mentre mio figlio felice correva su scalette e ponti sospesi; senza nutrire troppo il dolore della perdita di una realtà che mi faceva sentire l'orgoglio della mia napoletanità, osservo.

Osservo che la bellezza è stata sfregiata, mutilata, offesa. Osservo che il nuovo, il sano, il bello, per affermarsi richiedono il prezzo di sangue di vecchie sacche di resistenza che si oppongono tenacemente, a Napoli e nel paese. Osservo che maggiore è la resistenza al cambiamento, maggiore deve essere la fiducia di chi prova a creare nuovi paradigmi, perchè più avanza l'onda trasformante, più aumenta la minaccia per chi vi si oppone.

Da napoletana sono toccata nel vivo, e prego per questa città straordinaria che, proprio perchè storica fucina di creatività e bellezza, paga, e paga, e paga...
da italiana, io alzo la testa e con serenità affermo che nulla frenerà l'onda, se nei nostri cuori la paura e l'odio non troveranno spazio. 

Noi siamo il cambiamento che vogliamo vedere nel mondo: 

io ho fiducia.

Per questo, per ricordare un progetto meraviglioso, come meraviglioso sarà il mondo che potremo costruire ancora e di più, al posto di un video ufficiale propongo questo filmato fatto da un ragazzino che ha beneficiato del bello e del buono. Lui ce l'ha nel cuore. E' quello che basta, per costruire speranza e futuro.
       







Per gli affezionati delle mie simboliche chiavi di lettura, faccio presente che ieri era l'arcano della morte a dettare le sue leggi cosmiche...

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