venerdì 29 marzo 2013

francesco e la resa






Lo ammetto, sono fortemente diffidente verso la chiesa, la sua controversa storia e il suo apparato di potere. Ciò detto, come sempre osservo sforzandomi di collocare la mia visuale in una posizione neutra e ricettiva.

Noto così che nel pescaggio odierno dell'arcano del momento presente (che io effettuo solo quando sento, senza cadenza specifica) è emerso il cavaliere di coppe. Osservo inoltre che appena dopo aver scritto il post sull'arcano, alla radio mi si dice di questo papa che si è recato in un carcere minorile ed ha effettuato il rituale, ma niente affatto scontato e abituale, atto del lavaggio dei piedi a 12 ragazzi, proferendo queste parole: 

"Dobbiamo aiutarci uno con l'altro", "questo è quello che Gesù ci insegna e questo che io faccio, é il mio dovere, che mi viene dal cuore, amo farlo".    

E' inutile che io spieghi in questa sede la simmetria tra il cavaliere di coppe e questo gesto che simboleggia attivamente il servizio all'altro in un'ottica di cuore e disinteresse, perchè è ampiamente intuitivo. 
Quello che vorrei invece sottolineare è la scelta del numero dei ragazzi - 12  come i 12 apostoli - che, se da una parte sembra essere un pò gigiona ( io come Gesù), dall'altra rimanda, consapevolmente o meno, al 12 come numero iniziatico, esotericamente associato alle prove che portano alla completezza del ciclo (vedi i 12 segni dello zodiaco, le 12 case, i 12 mesi dell'anno). 
Ma il 12 è anche, nelle chiavi degli arcani maggiori dei Tarocchi, la resa, ben rappresentata dalla lama dell'appeso. L'appeso si arrende alla sua posizione apparentemente scomoda e trova in essa nuova linfa vitale e nuove visioni della realtà, che lo portano a trasformare la sua coscienza. 
Mi preme qui sottolineare che 12 è anche la quintessenza del nome Francesco, quasi a sottolineare come energeticamente questo appellativo esprima la dinamica del servizio attraverso l'umiltà di una condizione che, in un'ottica di autoaffermazione, apparirebbe negletta ed invece contiene all'interno la sua sfida più grande e il premio agognato: trovare il cuore di Sè e il cuore delle cose.

Così mi appare come nel momento in cui scrivo, al di là di dietrologie che ci sarà sempre modo e tempo di fare, papa Francesco incarni la testimonianza attiva di quel cavaliere di coppe che si affaccia nel nostro panorama collettivo e che, speriamo, assuma nuova pregnanza da qui in avanti.

   

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