domenica 24 marzo 2013

gentilezze sospese




l'antefatto:
nei giorni scorsi ero a Napoli, dove ho avuto due piccole esperienze significative che a breve racconterò. Tornata, ho aperto la mia posta elettronica e tra le mail, leggo un messaggio che riporta una frase già conosciuta, ma dimenticata e fortemente sintonica, mi accorgo, con le esperienze appena fatte.
Come spesso mi capita, io scrivo di ciò che in qualche modo percepisco nel mio vivere quotidiano e sulla mia pelle. La mail ricevuta mi è sembrata quindi un invito dell'esistenza alla testimonianza. 

 Praticate gentilezza a casaccio e atti di bellezza privi di senso


Alla stazione di Napoli, vado alla toilette a pagamento; nell'entrare veloce e all'apparenza distratta mi accorgo con la coda dell'occhio di essere passata davanti al ragazzo delle pulizie che siede proprio accanto agli sportelli basculanti e di aver evitato consapevolmente di guardarlo. Ci rifletto; realizzo che, pur non essendo stata apertamente scortese ho assunto l'abituale atteggiamento collettivo di superiorità nei confronti di  alcune categorie di persone e soprattutto di essere caduta nel consueto giochetto di vedere l'abito  e non il monaco. All'uscita decido quindi di procedere più lentamente e salutarlo semplicemente con un "buongiorno" ed un sorriso come è giusto fare con chiunque. Non mi aspettavo certo di ricevere tanta grazia da un gesto così semplice; il ragazzo sedeva gobbo, afflosciato su se tesso, annoiato e spento, ma al mio saluto il suo viso si è illuminato, ha assunto un'espressione stupita e viva e i suoi occhi oltre che la sua bocca mi hanno restituito il sorriso. In qualche frazione di secondo si  è prodotto un piccolo miracolo, semplicemente con un atto di gentilezza al  limite del banale, ma che ha donato a lui diritto di riconoscimento e a me un effetto boomerang per la gioia della sua gioia.

Nel pomeriggio entro in un bar del Vomero a prendere un caffè; mentre aspetto al banco di essere servita, ridendo dentro di me per la scritta di ironia tipicamente partenopea sulla macchina del caffè (chi tratta male o barist' adda campà sulagno e trist'), osservo un signore terminare di consumare e pagare il suo e un "sospeso". 
Adoro Napoli. In quale città, pur martoriata da mille mali, esistono tali piccoli atti di generosa solidarietà senza premio nè riconoscimento? Per chi non lo sapesse, il caffè sospeso è un caffè pagato ad uno sconosciuto, presumibilmente indigente. E' una pratica diffusa, di gentilezza e signorile generosità, per la quale chi non ha i soldi per il caffè si affaccia nel bar e chiede semplicemente se ci sono sospesi. Non ho mai sentito di baristi che intascano i sospesi arbitrariamente - sarebbe una lesione troppo grande del proprio onore di napoletano -  nè ho mai sentito di persone che si siano sentite lese nella loro dignità o guardate dall'alto in basso perchè usufruiscono di un sospeso. Nè chi paga il sospeso saprà mai a chi ha beneficiato e quindi riceverà gratitudine diretta o tronfio riconoscimento personale. 

Atti di gentilezza a casaccio, appunto. 
Possiamo iniziare a pensare in termini di rete, di Tutto. 
Seminiamo, elargiamo bellezza, grazia, amore. L'esistenza provvederà non a ripagarci, ma a donarci quello che serve a noi in quel momento, prescindendo dai nostri calcoli della serva, ma inserendo il nostro conteggio in un calderone ben più grande di crediti da erogare.     


3 commenti:

  1. Ciao Elena.
    Grazie per la tua condivisione.
    qualche giorno fa ero a Milano, in metropolitana.
    calca, gente distratta che digitava sull'I-Phone o ascoltava la musica con le cuffie.
    un ragazzo era appoggiato contro la parete, l'ho notato perchè era bellissimo e, soprattutto, perchè aveva in mano una gerbera gialla racchiusa in un tulle giallo, con un fiocco.
    passava tra noi una signora che chiedeva l'elemosina, tra l'indifferenza generale.
    questo giovane uomo le ha donato la sua gerbera con un dolce sorriso.
    immeidatamente le atmosfere - oso dire le vibrazioni - del vagone sono cambiate, gente che si guardava e sorrideva, la signora a testa più alta, scambi di sguardi.
    ecco, mi piaceva raccontare questo atto di gentilezza, che mi ha arricchita dentro e mi ha fatto riflettere.
    Un abbraccio di luce.
    Patrizia

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  2. che meraviglia....!!!! sarebbe bello se ognuno di noi avesse da raccontare atti simili... forse a breve lo faremo, siamo in cambiamento ormai :-)

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