mercoledì 24 aprile 2013

a proposito di occhi.... scherzando un pò




ma se andassimo da Napolitano o dal prossimo presidente del consiglio così





o, esagerando, così




otterremmo qualcosa?



O forse  sarebbe meglio mostrarci nella nostra autenticità?




bhè, alla fine credo che la cosa migliore resti contattare il centro del nostro potere e della nostra forza e provare, come precedentemente scritto,

COSI'

post: ad occhi aperti 



martedì 23 aprile 2013

Ad occhi aperti





Senza addentrarmi in mondi a me più consoni, (quali le forze energetiche in campo a livello macro e microscopico condizionanti l'animo dell'uomo e l'evoluzione del Sè), mi preme in questo momento focalizzare l'attenzione su quello che convenzionalmente viene definito come campo del reale e come tale percepito da un'ottica di terza dimensione.

Mi riferisco alla politica, all'economia, e alle decisioni  che vengono prese sulla pelle di noi tutti.

A seguito di quanto scritto nel mio precedente post Napolitano e la vittoria di Pirro, ricordo che questo venerando signore ha serenamente e fermamente affermato la necessità di "ulteriori trasferimenti di poteri decisionali e di quote di sovranità",  non più tardi dello scorso ottobre,ovvero tre mesi dopo la ratifica del trattato che rende legale il MES (Meccanismo europeo di Stabilità), come ben spiega Lidia Undiemi.
Non intendo insultare l'intelligenza di un uomo di esperienza e cultura politica come Napolitano affermando che non abbia capito e valutato attentamente le conseguenze che l'unione europea monetaria (perchè solo di economia e finanza si tratta) porti  sul benessere e sullo sviluppo dei popoli che questa Europa compongono; mi resta dunque inevitabilmente da prendere atto dell'evidenza che il nostro primo cittadino e garante della Costituzione Italiana sta scegliendo, di concerto con altri personaggi altrettanto verosimilmente non sprovveduti, di prostrarsi alle logiche del potere finanziario internazionale e svendere la libertà degli italiani per il suo personale piatto di lenticchie al pantagruelico banchetto dei grandi della Terra. 
Tralascio ulteriori approfondite considerazioni su certa classe politica che, priva di ogni valore morale ed etico, ignominiosamente si adegua ad essere pedina sulla scacchiera dell'oligarchia dei veri potenti, tanto da ratificare trattati come scribacchini ubbidienti, barattando quel pò di cuore, che come umani dovrebbero possedere, per una esistenza robotica e mortificante da servi a cui si tira l'osso avanzato dal banchetto suddetto. 

Quello che mi preme in questo momento è invitare a rendersi consapevoli, ad aprire gli occhi, tutti coloro che, pur impegnati virtuosamente nel tentativo di trasformare la storia di questo paese e i propri destini, si illudono di farlo esclusivamente nell'ottica del cambio politico generazionale o della modifica di criteri di scelta per il sociale, l'ecologia, lo sviluppo, la fiscalità e altro. Non discuto la giustezza di tali obbiettivi, ma esorto a compiere queste battaglie nell'ottica più ampia delle vere mete a cui tendere per il prossimo futuro. Non ci sarà cambiamento se non estirpiamo alla radice le cause della mortificazione del nostro diritto alla prosperità.

A questo punto non spaventiamoci.
Abbiamo di fronte una grande responsabilità e una immensa opportunità. Con fervore e fiducia,  in noi stessi  e nei tempi che, sintonicamente col compito che ci siamo scelti, stiamo vivendo nel paese più bello del mondo, scegliamo di 

ESSERE PARTE DELLA SOLUZIONE E NON DEL PROBLEMA

guardiamo avanti serenamente fiduciosi di fare il meglio possibile qui e ora, ma facciamolo

ad occhi aperti. 




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domenica 21 aprile 2013

Napolitano e la vittoria di Pirro






Come ben sappiamo, il pensiero crea.
Ma per essere efficace, la creazione deve essere integrata in tutto il nostro sistema, quindi totale, olistica, con buona pace dunque di emozioni contrastanti e devianti e di conflitti interni.
Per questo stamattina presto ho scelto di andare a fare una bella passeggiata rischiarante che mi ha portato a godere di un momento di sole e cielo azzurro: nella calma della campagna, unici rumori il cinguettio degli uccelli, seduta in un tappeto di fiorellini gialli, mi è parso lampante quello che ieri sera mi appariva annebbiato dallo sdegno e dal risentimento.

Come ben sappiamo, gli archetipi ci rappresentano, ci guidano, ci agiscono.
Quando espandiamo la coscienza su questa dinamica però, possiamo utilizzare le valenze positive dell'archetipo individuato e sentirci rafforzati  nella nostra azione consapevole. 

E veniamo a Pirro. 
Pirro, re dell'Epiro, sconfisse ben due volte in battaglia l'esercito romano, ma le sue perdite furono talmente ingenti da percepire la futilità della vittoria. Leggiamo cosa scrive Plutarco dopo la battaglia di Ascoli Satriano:
 « Gli eserciti si separarono; e, da quel che si dice, Pirro rispose a uno che gli esternava la gioia per la vittoria che "un'altra vittoria così e si sarebbe rovinato". Questo perché aveva perso gran parte delle forze che aveva portato con sé, quasi tutti i suoi migliori amici e i suoi principali comandanti; non c'erano altri che potessero essere arruolati, e i confederati italici non collaboravano. Dall'altra parte, come una fontana che scorresse fuori dalla città, il campo romano veniva riempito rapidamente e a completezza di uomini freschi, per niente abbattuti dalle perdite sostenute, ma dalla loro stessa rabbia capaci di raccogliere nuove forze, e nuova risolutezza per continuare la guerra. »   

E veniamo alla faccenda Napolitano.
Concediamoci di concepire il Presidente "neo" eletto, nonchè chi lo ha appoggiato, come Pirro. La sua falsa vittoria infatti, facendo parte della nostra storia, vive nell'immaginario collettivo inconscio di tutti noi, ed è un archetipo da cavalcare, con la mente e col cuore, in questo momento di difficile digestione delle cose italiane.
Il nostro entusiasmo, il nostro ardore, il senso di giustizia, sia come la fontana di fresca acqua di cui parla Plutarco. Non contaminiamoci con pensieri bellicosi e aggressivi, che sottendono paura e percezione di sconfitta, ma piuttosto veicoliamo la rabbia in azioni consapevoli e concrete che rafforzino il rivolo rendendolo l'onda inarrestabile e travolgente che produrrà il cambiamento sperato.   
Come mi è già capitato di scrivere, facciamo che non sia una rivoluzione, ma una EVOLUZIONE che in sè implica un passo avanti, definitivo e inalienabile.

Ieri ho partecipato ad un interessantissimo incontro organizzato dal MoVimento 5 Stelle (e tenuto da due valentissimi esperti che hanno messo la loro esperienza al servizio della comunità), sui temi dell'economia attuale e su alcune strategie per trasformare in modo tangibile la realtà dei nostri territori e del Paese tutto. La giornata, pur molto impegnativa, ha galvanizzato gli animi del gruppo presente quanto basta per identificare i passi di una proposta concreta e fattiva da perseguire a breve in un comprensorio composto da alcuni comuni limitrofi.

Sto dicendo che noi siamo le gocce di cui è composta l'onda. A seconda di quante e di che natura sono composte le sue molecole, l'onda avrà un impatto diverso.
Questo è il momento di FARE, contaminare positivamente e costruttivamente, creare. 
Abbiamo già sperimentato la lamentatio, il vittimismo, il senso di impotenza, la rabbia cieca e distruttiva, la delega di responsabilità e il conseguente tradimento delle aspettative; adesso proviamo una diversa modalità: se guerra deve essere, che sia, usque ad consummationem saeculi,


 la guerra dell'entusiasmo e della creatività!       




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COS'E' UN ARCHETIPO?                                                               Modern Money Teory
                                                                                                          Arcipelagoscec






mercoledì 17 aprile 2013

il due di spade



vai a:

l'arcano del momento presente - il due di spade 


Riflessione:
La sensazione che il macro condizioni il micro è predominante nella nostra percezione della realtà, ma non è vera. Il motivo, semplice anche se non per la mente, è che il "fuori" non esiste, o meglio, esiste come nostra proiezione. Dunque

chi condiziona cosa? 


Ascolta Riflessione - by Stefano Masera

lunedì 15 aprile 2013

il Buddha che ride (anche Pasolini rideva!)





Non amo giuliano Ferrara e non ne condivido le opinioni, ma grazie anche a lui stamattina ho sorriso: in un articolo sul suo giornale ha rivolto la consueta caustica critica alla intellettualità parossistica di certa radio culturalmente impegnata e così scrive "...con mia moglie faccio sempre questo gioco in macchina: accendo radio tre e quando vanno in onda meravigliosi programmi di musica sinfonica e operistica, quando si da la stura al disagio convocando scrittori testimoni del tempo, dico "attenta arriva pasolini..." e una voce chioccia, noiosa, da musica balcanica, prima o poi, immancabilmente, dice....: "PASOLINI!!".

Il commentatore di radiotre, con ironica intelligenza, non solo ha letto l'articolo, ma ci ha riso sonoramente su e ne ha fatto il leitmotiv della sua trasmissione odierna, citando ogni tanto il nome del poeta e regista a sproposito e con arguta e puntuale satirica enfasi. Il risultato è stato un ascolto gradevolissimo e allegro, per me, per lo staff di radiotre che rideva a crepapelle, e probabilmente per lo stesso Ferrara che credo sappia apprezzare certe goliardie.

Questo ascolto ha richiamato in me il ricordo mai sopito di mio padre e della capacità di ridere sotto i baffi di se stesso e del mondo, tanto più quando il mondo si prendeva tanto sul serio; della capacità di cogliere l'umoristico risvolto delle situazioni e di certi intellettualismi che, depurati della pur assoluta e indubitabile valenza culturale, possono essere trasfigurati in divertenti metafore della relatività del vivere e credere umano.
Un esercizio mentale dunque, ma che della mente usa l'aspetto utile all'evolutivo processo dell'uomo: osservare, trasformare, alleggerire di ruolo, identificazione e phatos, e.... 

ridere!!! 




dopotutto.... anche Pasolini rideva :-) ! 


       

mercoledì 10 aprile 2013

perdono






Perdono significa lasciare andare, sciogliere i legacci che karmicamente ti costringono ad una vicinanza coatta con modalità energetiche che invece possono in questo tempo essere trasformate.
Perdono significa liberare te stesso dal giogo, così come l'altro connesso con te. Carceriere e carcerato vivono nella stessa prigione e guardano il cielo attraverso le stesse sbarre.

Perdono è scelta, respiro, nuova visione.
E' cuore che si apre e amore che si libera.
E' commozione e compartecipazione per il destino comune e la strada in salita percorsa insieme.
E' tenerezza per il limite di entrambi, la paura, il pregiudizio, la poca luce, che hanno permesso all'esperienza di compiersi.

Perdono è gratitudine per la compagnia e l'insegnamento.

Perdono è sapersi salutare con un sorriso.