martedì 23 aprile 2013

Ad occhi aperti





Senza addentrarmi in mondi a me più consoni, (quali le forze energetiche in campo a livello macro e microscopico condizionanti l'animo dell'uomo e l'evoluzione del Sè), mi preme in questo momento focalizzare l'attenzione su quello che convenzionalmente viene definito come campo del reale e come tale percepito da un'ottica di terza dimensione.

Mi riferisco alla politica, all'economia, e alle decisioni  che vengono prese sulla pelle di noi tutti.

A seguito di quanto scritto nel mio precedente post Napolitano e la vittoria di Pirro, ricordo che questo venerando signore ha serenamente e fermamente affermato la necessità di "ulteriori trasferimenti di poteri decisionali e di quote di sovranità",  non più tardi dello scorso ottobre,ovvero tre mesi dopo la ratifica del trattato che rende legale il MES (Meccanismo europeo di Stabilità), come ben spiega Lidia Undiemi.
Non intendo insultare l'intelligenza di un uomo di esperienza e cultura politica come Napolitano affermando che non abbia capito e valutato attentamente le conseguenze che l'unione europea monetaria (perchè solo di economia e finanza si tratta) porti  sul benessere e sullo sviluppo dei popoli che questa Europa compongono; mi resta dunque inevitabilmente da prendere atto dell'evidenza che il nostro primo cittadino e garante della Costituzione Italiana sta scegliendo, di concerto con altri personaggi altrettanto verosimilmente non sprovveduti, di prostrarsi alle logiche del potere finanziario internazionale e svendere la libertà degli italiani per il suo personale piatto di lenticchie al pantagruelico banchetto dei grandi della Terra. 
Tralascio ulteriori approfondite considerazioni su certa classe politica che, priva di ogni valore morale ed etico, ignominiosamente si adegua ad essere pedina sulla scacchiera dell'oligarchia dei veri potenti, tanto da ratificare trattati come scribacchini ubbidienti, barattando quel pò di cuore, che come umani dovrebbero possedere, per una esistenza robotica e mortificante da servi a cui si tira l'osso avanzato dal banchetto suddetto. 

Quello che mi preme in questo momento è invitare a rendersi consapevoli, ad aprire gli occhi, tutti coloro che, pur impegnati virtuosamente nel tentativo di trasformare la storia di questo paese e i propri destini, si illudono di farlo esclusivamente nell'ottica del cambio politico generazionale o della modifica di criteri di scelta per il sociale, l'ecologia, lo sviluppo, la fiscalità e altro. Non discuto la giustezza di tali obbiettivi, ma esorto a compiere queste battaglie nell'ottica più ampia delle vere mete a cui tendere per il prossimo futuro. Non ci sarà cambiamento se non estirpiamo alla radice le cause della mortificazione del nostro diritto alla prosperità.

A questo punto non spaventiamoci.
Abbiamo di fronte una grande responsabilità e una immensa opportunità. Con fervore e fiducia,  in noi stessi  e nei tempi che, sintonicamente col compito che ci siamo scelti, stiamo vivendo nel paese più bello del mondo, scegliamo di 

ESSERE PARTE DELLA SOLUZIONE E NON DEL PROBLEMA

guardiamo avanti serenamente fiduciosi di fare il meglio possibile qui e ora, ma facciamolo

ad occhi aperti. 




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