mercoledì 25 settembre 2013

Osservando





Come acqua argentina in un rivolo sull'asfalto. E' illuminata dal sole, e scende leggera lungo la discesa, verso il tombino che la accoglie. Nulla di travolgente, di strano, di particolare: solo acqua sulla strada in una giornata di sole. 
Osservo. C'è silenzio, quiete, acqua che trasporta cristalli di sole scintillanti, cielo terso. 
Un attimo. 
Mi arriva il saluto del vecchietto seduto su un muretto di fianco. Ci salutiamo tutte le volte che passo di lì, giacchè lui esce per godere del sole e passa le giornate, quando il clima è mite, seduto fuori sulla strada, in attesa, in osservazione, in ascolto, in pensieri... chissà. Oggi ci soffermiamo in qualche commento sul tempo e lui mi confida che ha 88 anni e che la vita è stata breve, si, proprio breve. E' volata via in un lampo, senza sapere come; gli sembra ieri che aveva 20 anni ed era appena finita la guerra, con tutto da fare e tutta la vita nelle mani. "Sono qui, ancora con tante cose da voler fare, e guardo la vita che è andata... mi sembra strano... e che posso fare? Sto qua e mi faccio una risata!". 
Ecco a cosa pensa.
Osservo l'acqua che scende leggera, quasi prosciugata oramai, ma ancora lucida, mobile, brillante. 
La nostra esistenza è un soffio, uno scherzo, una parentesi, con mille significati e nessun senso. Lasciamo che sia leggera, che passi luccicando, un pò anche gorgogliando, allegra e illogica, nel suo percorso arcano.  


Osservando

C'è una poesia nella vita
inesplicabile, ineluttabile.
E' la luce diafana su un letto sfatto
il cesto del bucato
la polvere ferma
e il rumore di macchine da basso.
La quieta assurdità dell'esistenza
svelata solo da una piccola lampada:
tanto, ci è dato vedere.
E il momento,
nel suo squallore arcano, 
è di perfetta bellezza.

E. Trezza - febbraio 2003 


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