martedì 23 dicembre 2014

vigilia di Umanità




Vigilia: un tempo che precede qualcosa, un evento, una situazione, che dovrà accadere. 
Il significato della parola vigilia implica quindi inevitabilmente una attesa, e l'attesa sottende una speranza - se l'oggetto dell'attendere è qualcosa di desiderato - che è importante nutrire dentro di noi e ridestare quando la sentiamo vacillare.  

In effetti il passaggio epocale che stiamo attraversando è molto delicato e intenso: energie forti combattono in sfere a noi poco visibili, ma le scintille attraversano il velo e dardeggiano nelle nostre vite come fiamme vive che a tratti si accendono per scaldarci e illuminare la strada e a tratti ci accecano rendendo vacuo il nostro procedere. 
Combattiamo, arretriamo impauriti, ci infuriamo, ci scoraggiamo, perdiamo l'orientamento, e a volte dimentichiamo di volgere lo sguardo al cielo, o nel più grande degli universi: quello che risiede dentro di noi.   

Domani festeggeremo la notte della Vigilia di Natale, giorno di Nascita. Io auguro a tutti di trovare il proprio cielo stellato interno, Il Cuore Pulsante, quel segnale che, inequivocabile, ci mostra la strada verso l'Essere Uomo. 
  


Suggestiva scena tratta dal film Joyeux Noel di Christian Carion. 

Narra la incredibile storia vera della Vigilia di Natale del 1914, esattamente 100 anni fa. Soldati Francesi, Scozzesi e Tedeschi, asserragliati ognuno nelle proprie trincee, scelgono di interrompere le ostilità per poche ore e brindano insieme dopo aver cantato. 

Lasciamoci emozionare da questa scena così toccante: ci aiuta a entrare in contatto con la verità di quello che siamo, quando ci permettiamo di scegliere chi vogliamo essere. 
Facciamoci sostenere dalla musica. La musica è un dono: unisce i cuori, li tocca e li sveglia, laddove la barbarie del potere annichilisce e distrugge. La musica illumina, ridona gioia, ci ricorda chi siamo: poeti della vita, creatori di bellezza.





giovedì 18 dicembre 2014

il tempo della musica dell'anima

Guardatela bene. Entrate in connessione con la sua frequenza. 
Lei è qui oggi, perchè il tempo è giunto

Questa è Israfel
nata il 14 dicembre 2014
alle ore 12.12

"E’giunto il tempo per noi di vedere la meraviglia dei doni che noi abbiamo richiesto e che ci sono stati donati, in particolare per usare la nostra creatività in qualunque modo essa si manifesti a noi, così che ci sia un flusso creativo in e attraverso ciò che facciamo o ciò che ci viene chiesto, un senso di risveglio all’IO SONO."




sabato 13 dicembre 2014

Una vita Leggera




Ho conosciuto Carlo ad un mio seminario in sicilia, al quale partecipava sua madre, donna meravigliosa. Lui proveniva dall'Inghilterra, dove al momento viveva, ed era venuto a trovare lei. 
E' entrato nella stanza nella quale stavamo lavorando, portando con se la semplicità della bellezza vera: ci ha offerto un momento di pace assoluta in compagnia della sua musica improvvisata e sincera, ci ha parlato di api e poi è andato via leggero come era entrato.
Ricordo quel momento con nitidezza, per la qualità di frequenza energetica che Carlo ha portato con la sua presenza. 
Il suo stile di vita è a passo leggero. Leggete la sua storia: cambiare si può :-)


martedì 9 dicembre 2014

invincibili





Due cose ci salvano nella vita: amare e ridere. 

Se ne avete una va bene. Se le avete tutte e due siete 

invincibili


T.Tejpal





giovedì 13 novembre 2014

L'arcano del momento presente: 4 di Terra


Solita passeggiata mattutina. 
Osservazione di me: mi accorgo che recepisco uno squilibrio, mi sento  troppo sbilanciata in avanti, nella tensione di raggiungere degli obbiettivi; inoltre osservo che ho una latente tendenza aggressiva che mi crea una sensazione di disagio.



Mi guardo intorno: bacche rosse bellissime fanno capolino da un cespuglio di foglie gialle... la bellezza mi invade, l'energia diventa leggera e mi accorgo che il messaggio è arrivato:

stai qui, guarda qui, non perderti in proiezioni in avanti. Va tutto bene, stai facendo il meglio che puoi, ma ricordati della tua bellezza...

Questo è un esempio dell'azione energetica dell'arcano del momento presente:
il 4 di Terra 
che si ripete. D'altra parte consolidare è un processo molto lungo. Credo che ne parleremo ancora. Per adesso  

buona lettura

 

lunedì 3 novembre 2014

Quando la Giustizia è "cattiva" - L'arcano della GIUSTIZIA





Che sia chiaro a tutti: io non sono risolta su questa questione, affatto. Io sono molto arrabbiata e triste per la sentenza Cucchi, e in generale ogni volta che percepisco l'ingiustizia di un atteggiamento sopraffatorio del forte sul debole, a prescindere dai torti e dalle ragioni, a prescindere dalle logiche e dai ragionamenti e a prescindere se parliamo di esseri umani contro altri esseri umani o di esseri umani contro animali.
Al di là del merito, è il metodo che trovo intollerabile, la mancanza di rispetto per l'altro che esalta il potere attraverso la paura e la violenza. 
E sempre per essere chiara e sincera, io smentirei volentieri me stessa e adotterei la stessa violenza e sopraffazione per riscattare l'ingiustizia che mi fa fremere di indignazione, quindi ammetto pubblicamente di non essere per niente in equilibrio rispetto al concetto di autorità e di chi la detiene.

Ciò premesso, per quanto la strada sia lunga e ostico il percorso, so che di percorso si tratta. So che io, noi, tutti, siamo qui per imparare a cogliere il confine sottile tra la pratica della vita di tutti i giorni e la visuale più espansa del nostro Sè. E' un filo sottile che necessita di essere sempre tenuto nel palmo della mano, come un palloncino da non fare scappare via, per riuscire ad applicare proprio qui, nella cruda realtà, quel senso di consapevolezza espansa che rende il cammino meno penoso, dandogli un senso, e il passo meno incerto e più leggero.

E adesso vi lascio alle considerazioni sull'Arcano della GIUSTIZIA da TAE Tarologia Archetipale Evolutiva 

 

giovedì 30 ottobre 2014

lezioni di vita




A volte davvero il percorso evolutivo passa attraverso strade dure. Con una loro bellezza, oserei dire.

Non c'è molto da commentare al messaggio di Brittany Mainard, che a 29 anni sceglie di levarsi la vita perchè affetta da un tumore al cervello.
Qui, ora, adesso. Questo è il suo lascito. Nulla da aggiungere.




lunedì 27 ottobre 2014

l'arcano del momento presente: il DUE di Bastoni




Vuoi vincere la battaglia? Confrontati con te stesso


A differenza del post del novembre 2012, questo due di bastoni odierno risuona più strategico e concreto. In effetti la mia percezione energetica è proprio che i tempi stiano cambiando nella direzione di una maggiore aderenza a quella che viene identificata come "realtà" materiale, contingente. 
Da due anni a questa parte sempre di più siamo orientati a manifestare la visione concepita fino al 2012 nel quotidiano, e questo non è sempre facile, anzi, direi frequentemente frustrante e faticoso. 
Il cammino è lungo, ovviamente, (e anche molto breve, se ci ricordiamo che il futuro non esiste e che esistiamo solo nel qui ed ora...), e osservo come la conflittualità aumenti al pari della consapevolezza orientata verso scelte di pace. Insomma, si sta inasprendo il dualismo esterno, collettivo, e questo sollecita inevitabilmente i dissidi interni e le lotte tra parti di noi (interventista/neutralista).
Il due di bastoni è l'arcano di questo momento: ricordati chi sei... sta suggerendo! E soprattutto: guarda dove sei! Ma leggi il post sul Due di Bastoni  su tarocchitae.

Per rinfrancarti poi ripassa 

post: il rituale della felicità


sabato 18 ottobre 2014

Trasformazione Creativa


Trasformazione creativa: di una realtà, un modo di pensare, un modo di vedere.



Oggi osservavo le scie chimiche allargarsi e coprire il cielo fuori la mia finestra: ho osservato come un senso di sgomento e di rabbia crescesse inevitabilmente dentro di me e mi inducesse una sensazione di impotenza.
Per contrastarla, esco a fare la spesa e a regalarmi un caffè consolatorio. Al bar incontro la mia vicina di casa (stesso affaccio delle finestre, stessa vista, stesse albe con cielo terso che poi, per tutta l'estate, si sono trasformate in giornate velate e umide...). Commento la cappa di afa e grigio di oggi e accenno alla - per me evidente - causa indotta dagli aerei che vengono, fanno il loro servizio, e scompaiono. Lei mi guarda attonita: ma quali aerei??? Ma quali scie??? Le faccio presente che sono mesi che questo fenomeno è sotto i nostri occhi quotidianamente. Lei nega di aver mai visto.

Perfetto. Sappiamo che viviamo in una illusione spazio/temporale dove la percezione sensoriale crea una realtà personale e mai come stamattina mi è stato chiaro.

Non mi sembra di riuscire ad ignorare ciò che vedo, nè credo che sarebbe utile. Posso scegliere però di disidentificarmi dall'emozione che la "realtà" percepita mi suscita e apportare delle correzioni: scelgo di usare l'ironia e la fiducia che trovo nel mio cuore, e scrivo una poesia buffa sulla mia "nuova realtà" e su quella che nascerà appena l'esperienza del buio sarà trasformata da coscienze espanse (compresa la mia! :-) ).


Laboratorio Alchemico

Vivo in un paese piccolo
dove ogni muretto ha un gatto personale
e ogni giornale al bar
il suo lettore occasionale.

Al giorno mi svegliano gli uccelli
quando non vogliono cantare le campane; 
il territorio da esplorare è così vasto
che per l'altrove non c'è tempo e spazio.

E' un mondo dove le scie chimiche nel cielo
sono i tratti del disegno di un bambino.
Bello! - gli dico - ancora un poco, un poco ancora...
e poi disegneremo rugiada del mattino.


Esempi concreti di trasformazione creativa


Urban Knitting!!


Quando la separazione diventa unione




       

mercoledì 1 ottobre 2014

sveglia, sveglia, sveglia!!





Assisto al senso di scoramento, impotenza e sfiducia che aggredisce gli abitanti di questo paese afflitto che è l'Italia. Mi sembra evidente  che le prospettive economiche ed ecologiche siano sempre più nere, intendendo per ecologico ciò che è benefico e utile per l'ecosistema uomo e l'ecosistema natura di cui l'uomo è parte. Abbiamo trascorso un'estate metereologicamente stranissima, fredda e cupa; n realtà mi è sembrato - e non si tratta di fumose teorie del complotto ma di semplice constatazione - che bastasse alzare lo sguardo verso il cielo la mattina presto e osservare i numerosissimi aerei che lasciavano scie chimiche, per comprenderne la causa neanche tanto nascosta. Chi ancora finge di ignorare il fenomeno o lo nega potrebbe raccogliere un pò di coraggio e chiedersi se è ancora il caso di girare la testa dall'altra parte.
Quando era piccolo piccolo, mio figlio giocava con me a nascondino: come molti bambini, ad un certo punto si copriva gli occhi con le manine e, non vedendomi, era convinto di essere anche lui invisibile. Credo che sia un pò quello che stanno facendo in molti: se non guardo la bruttezza, se cerco di evitare di vedere la realtà forse per magia essa scomparirà.
Temo che non funzioni proprio così. Per quanto ritenga necessario non indulgere in pensieri negativi e tematiche demoralizzanti e di basso impatto vibrazionale, è pur vero che viviamo in un mondo duale dove luce e ombra coesistono. Finchè questo sarà reale per ognuno di noi, sarà utile e efficace provare a trasformare non eludendo, ma CREANDO. Per creare dobbiamo attingere alle risorse energetiche vitali che includono anche la forza, il coraggio, l'intensità della rabbia e la vivacità  della passione che spesso collochiamo idealmente in una zona d'ombra dentro e fuori di noi e che, in quanto tale, tendiamo a disconoscere. 
Creare è l'unica grande opportunità che abbiamo per evolvere; implica il vivere, nel senso di sentirsi vivi, non semplicemente passivamente respiranti. Pertanto, se ne sentiamo la necessità, assumiamo per un mesetto Gentian (uno dei rimedi di Bach), facciamo qualche passeggiata corroborante all'aria aperta, ascoltiamo musica che ci piace e... 

CREIAMO IL MONDO CHE VOGLIAMO




  

venerdì 12 settembre 2014

Sei stressato? Una pillola di leggerezza alchemica



Uno psicologo insegna ai suoi studenti come gestire lo stress.
Prese un bicchiere d’acqua e si avviò per la stanza, in silenzio.
Tutti si aspettavano una domanda tipo:
“E’ mezzo pieno o mezzo vuoto?”.
Ad un certo punto si fermò, alzò il bicchiere e chiese ai suoi studenti:
“Quanto è pesante questo bicchiere d’acqua?”.
Meravigliati, gli studenti hanno dato risposte tra 250 e 500 gr.
Lo psicologo risponde: il peso assoluto non importa, importa quanto tempo lo tieni alzato… Un minuto, nessun problema… Un’ora, un braccio dolorante… Un giorno, paralizza il braccio…
In ognuno di questi tre casi il peso del bicchiere non cambia. Cambia solo il tempo.
Più il tempo passa, più diventa pesante.
Lo stress e le preoccupazioni della vita sono come il bicchiere d’acqua. Se si pensa di meno a loro, non succede quasi nulla.
Se si pensa di più, il cuore inizia a far male.
Se stai pensando a loro per tutto il tempo, paralizzano la tua mente.
Quando arrivi a casa la sera, lascia fuori le tue preoccupazioni.
Non portarle con te durante la notte.
Metti giù il bicchiere.
Mi piaceL'immagine è scelta da me, la storiella copiata dalla mia amica Liz Nirava Asti Morales; e non ho nulla da aggiungere! :-)

giovedì 10 luglio 2014

L'arcano del momento presente: 4 di denari


"...Lasciate che la storia del pianeta faccia il suo corso, lasciate andare l’ego e l’antagonismo spirituale e apritevi alla nascente coscienza Cristica che tutto abbraccia. Vi accorgerete allora di percepire un nuovo e diverso “potere“: quello di riempire la vostra vita di serenità, integrazione, accettazione, pace, armonia e perfino normalità. Questo è oggi l’unico Vero modo in cui potete supportare il genere umano ad evolversi verso la coscienza Cristica.

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mercoledì 28 maggio 2014

pazienza



“Le cose buone arrivano a chi ha fiducia e non si arrende, le cose migliori arrivano a coloro che hanno pazienza.” 
ANTONIA GRAVINA



giovedì 22 maggio 2014

vai col flusso





“Ti sei mai soffermato ad osservare un torrente di montagna dopo un temporale? Tutto defluisce verso valle, trasportato via dalla corrente impetuosa, in un movimento inarrestabilmente vitale.
Proprio tutto? No, se guardi con attenzione, ti accorgi che ci sono dei punti, in genere vicino le sponde, dove si formano delle zone morte, delle aree che la corrente non riesce a coinvolgere nel suo moto defluente.
Se un pezzo di legno o un altro detrito galleggiante finiscono in quel punto, cominciano a girare in tondo, sempre alla stessa velocità, sempre lungo la medesima orbita, in modo ossessivamente monotono.
Basta però che intervenga una piccola variazione – ad esempio due legni che si toccano tra loro, facendo si che uno di essi arrivi a lambire la corrente centrale – ed ecco che il movimento ripetitivo e coatto si trasforma in un viaggio spumeggiante verso un mare sconosciuto ed anelato.
Se ti succede in questo momento di trovarti in una di queste gore, se ritieni che non esistano vie d’uscita al tuo girare in tondo, pensa a quel pezzo di legno e seguine l’esempio. Basta un niente a capovolgere la situazione; è sufficiente che il legno opponga un lato diverso al flusso orbitale, o che un altro detrito, finendo nella zona morta, conferisca al primo una spinta, o che nuova pioggia ingrossi il torrente, o…
E’ sufficiente che ti soffermi per qualche istante a valutare la situazione, il tuo desiderio di uscirne, le potenzialità a disposizione, i punti su cui far leva, gli elementi da sfruttare, e che tu contatti la tua Essenza. Senza accorgertene, ti troverai a fluire verso il tuo mare tra mille spruzzi che te ne cantano le meraviglie” D. Riva

A me è successo e succede. Quanto più esercito l'osservazione, quanto più mi soffermo sui miei stati mentali e emotivi, tanto più è semplice ed immediato riuscire a cogliere lo spunto che invariabilmente la vita ci offre, per trasformare la stagnazione o la coazione a ripetere in flusso. Non lasciamoci prendere da automatici comportamenti o da depressive letture della realtà! Non restiamo impigliati nella rete della disillusione e della rassegnazione! Cerchiamo l'aspetto celato delle cose, cerchiamo la risorsa energetica dentro di noi, alitiamo vita, tuffiamoci nel gorgo del cambiamento! panta rei, tutto scorre... siamo parte dell'Esistenza, viviamola con coraggio ed entusiasmo.  


martedì 20 maggio 2014

cambiare si può


Il mondo intorno può cambiare, le regole possono cambiare. Basta avere una visione e crederci.



domenica 18 maggio 2014

il coraggio e il rimpianto




Bronnie Ware è una infermiera australiana. Nel suo libro "The top five regrets of the dying", racconta che in base alla sua lunga esperienza con malati terminali, i 5 rimpianti più comuni dei morenti sembrano essere tutti collegati con l'amore e l'essenza di Sè. 

Esprimere di più i sentimenti, avere più tempo per i miei cari e per gli amici, vivere con più autenticità la mia vita e, sorprendentemente, avere più coraggio di essere felice. Ecco i  rimpianti alla fine della vita. 

Che lezione possiamo trarne? Una sola, semplicissima: affrontare la paura di vivere sembra essere l'unica vera prova per ognuno di noi, anche se individualmente si concretizza in forme diverse.  
Ebbene, la buona notizia è che siamo in tempo.
Siamo in tempo, perchè non siamo morti - almeno biologicamente parlando - e possiamo ancora credere alla possibilità di modificare le abitudini costringenti che ci imbrigliano in una gabbia fatta di rassegnazione e pochezza, mentre potremmo ricordarci che la vita è ricchezza, adesso, che il respiro è ora, che è in questo momento presente che il sangue circola nelle nostre vene e ci rende vivi. 
Siamo in tempo a sentire che questa vita è tale da concederci di scegliere di apportare dei cambiamenti, di trasformare qualcosa, prima dentro di noi e poi fuori: nelle relazioni, nella comunità che abitiamo, nella città dove risiediamo, nello stato di cui siamo cittadini, nell'Europa dei popoli liberi che vorremmo, nel pianeta azzurro che ci ospita generosamente, nonostante i nostri scempi.   

Non lasciamo che i rimpianti alberghino al nostro interno per poi emergere alla fine dei giorni, quando il tempo termina; viviamo adesso, scegliamo adesso, cambiamo adesso.

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evoluzione e rivoluzione


mercoledì 14 maggio 2014

wesak, la Luce




"... al momento del plenilunio è come se una porta venisse aperta fra il Sole e la Luna. La fascia di luce dorata, che si estende fra i due corpi celesti irradia la superficie della Luna completamente, rendendo possibili alcune rivelazioni e trasformazioni della coscienza dell'umanità. Il rito del plenilunio è una meditazione di gruppo caratterizzato da varie tappe e serve a coordinare il lavoro dei singoli individui affinché possano partecipare in modo ottimale all'opportunità offerta dall'apertura di questa porta spirituale a livello planetario." 

In una visione esoterica, il Wesak è il momento in cui la Luce arriva senza filtri e se siamo connessi e presenti, possiamo beneficiare di un principio di saggezza e visione che ci orienta nel nostro cammino individuale e collettivo.
Mai come in questo periodo caotico e decadente, sia dal punto di vista materiale che spirituale ed etico, ognuno di noi ha il compito di ricordarsi o interrogarsi su CHI VUOLE ESSERE, quale Essere di Luce, quale Essere Umano. 

il 14 maggio 2014 alle 21.16, cadrà il Plenilunio del Toro, l'apice del Wesak. E' l'occasione per orientare il nostro faro interiore su quello che sentiamo profondamente vero e trasformante, per noi stessi e per il mondo che vogliamo abitare.  






mercoledì 16 aprile 2014

open... light... reborn...



LIGHT... leggero...




open... aperto...


(grazie Rani)

Reborn... Rinato...


Buona Pasqua di Rinascita a tutti noi



venerdì 4 aprile 2014

diversità, conflitto, amore

DIVERSITA'



Sei diverso da me. Questo può sconcertarmi, incuriosirmi, infastidirmi. 
Quando sento che è il fastidio a prevalere, e con esso il rifiuto, so che è lì, esattamente lì, che si annida l'occasione di trasformazione. E' il momento nel quale posso provare a trarre un insegnamento utile per la mia crescita, cercando di cogliere l'aspetto dell'altro che, confliggendo dentro di me, mi fa da specchio di una realtà differente dalla mia abituale e mi aiuta ad imparare e sperimentare il concetto di diversità. Posso inoltre verificare quanto sono aperta all'altro, al diverso da me, al "non-io". Posso infine osservare che ad un livello più elevato probabilmente l'altro è parte di me ed io di lui, e il senso di separazione è solo frutto di identificazione. 
Eppure, anche se riesco a riconoscere tutto questo, non sempre riesco ad evitare di entrare in 

CONFLITTO

  

Se entro in conflitto, o interno con le mie parti giudicanti, o esterno con l'altro, probabilmente sto adottando una logica di vincitore/perdente. In questo caso è interessante provare a trovare una alternativa a questo schema mentale.
Come? Pensa al tuo respiro... Quando respiri cos'è più forte, l'espirazione o l'inspirazione? Quale fase è più utile, più giusta?
Ebbene, col tuo antagonista è lo stesso: l'apparenza sensoriale ti dice che ci sei tu e c'è lui: di fatto c'è solo la Vita che fluisce dinamicamente e non è interessata ad essere rappresentata da vincitori e perdenti, ma solo da esseri consapevoli e in trasformazione continua. 
Questo pensiero libera energia e ti da l'immensa opportunità di offrire un seme alla Vita: un seme di compassione, un seme che parla di

AMORE



Se un canale si apre, non può che essere un canale d'amore. Non sai cosa porta, non sai  dal tuo seme che pianta germoglierà e non  è necessario, davvero, che tu cambi opinione o posizione rispetto all'oggetto del contendere; quello che conta è solo che tu abbia aperto lo spiraglio alla Verità più alta. Che tu sia in contatto con la tua Essenza. Il resto è compito dell'intelligenza del Tutto.


giovedì 3 aprile 2014

i giusti, semplicemente



I giustiJorge Luis Borges
Un uomo che coltiva il suo giardino, come voleva Voltaire.
Chi è contento che sulla terra esista la musica.
Chi scopre con piacere una etimologia.
Due impiegati che in un caffè del Sud giocano in silenzio agli scacchi.
Il ceramista che intuisce un colore e una forma.
Il tipografo che compone bene questa pagina che forse non gli piace.
Una donna e un uomo che leggono le terzine finali di un certo canto.
Chi accarezza un animale addormentato.
Chi giustifica o vuole giustificare un male che gli hanno fatto.
Chi è contento che sulla terra ci sia Stevenson.
Chi preferisce che abbiano ragione gli altri.

Tali persone, che si ignorano, stanno salvando il mondo

Perdonate il riferimento autoreferenziale (il protagonista del video linkato qui sotto è mio figlio), ma all'elenco di Borges aggiungerei: 

giovani creativi e vitali
che  semplicemente
portano in manifestazione la loro Essenza

 

Ce ne sono stati in ogni epoca, ma oggi mi sembra ce ne siano di più. Sono tanti e stanno costruendo il Nuovo Mondo, semplicemente popolandolo con la loro bellezza.  

mercoledì 2 aprile 2014

respiriamo...




Respiriamo...
respiriamo queste pianure sul mare,



questo vento, le nuvole in lontananza,



lo spazio...

Respiriamo, perchè luoghi della Terra dove si applica il nuovo paradigma esistono... e sono mondi abitati da uomini, come noi.

leggi qui 




martedì 1 aprile 2014

quando la medicina parla di INTEGRAZIONE



Che leggerezza questa notizia! Sembra che ci provino davvero, a Pitigliano, a non alimentare più la dicotomia medicinasi/medicinano, a superare insomma il conflitto tra tradizionale e alternativo, chimico e naturale, interventista e preventivo e quant'altro.

Io ho una mia idea ben chiara, come molti sanno, ma mi fa star bene pensare che chiunque possa avere la propria e possa scegliere in autonomia a seconda di quello che prova, del momento che vive, di ciò di cui il suo corpo e la sua psiche necessitano, senza dover combattere, rivendicare, dimostrare, chiedere, cercare. Senza sforzo insomma, ma in serenità di coscienza e sentendosi accolto e sostenuto in ogni caso. Questo è il mio protocollo terapeutico, il paradigma al di sopra dei paradigmi, che io professo:

accoglienza e sostegno 
della libera e responsabile scelta personale
in ogni campo  

ma leggiamo:

che ne dite del

PRIMO OSPEDALE DI MEDICINA INTEGRATA?

Sto parlando di medicina allopatica e medicina alternativa conviventi felici di un'unica struttura ospedaliera che associa entrambe e offre quindi ai pazienti la scelta su un duplice percorso: tradizionale e bionaturale accedendo ai servizi attraverso una semplice prenotazione Cup. 



domenica 9 marzo 2014

L'arcano del momento presente: 10 di coppe, il valore della comunità



Ognuno di noi ha un passato; ognuno di noi ha ricordi d'infanzia, legami familiari (persino chi non ha famiglia ha comunque dei riferimenti al proprio vissuto, anche riconducibili all'assenza), luoghi spazio/temporali che riportano a qualcosa di antico e contemporaneamente attuale, sempre vivo eppure lontano. 
I sentimenti, le emozioni, sono fortemente e inevitabilmente connessi con questa matrice, ed è frequente che al ricordo si associ il dolore per una perdita, il risentimento per il non avuto o semplicemente la nostalgia dei bei tempi andati.   continua a leggere


martedì 14 gennaio 2014

il gioco delle parti




Sviluppare l'osservatore dentro di noi è il passo necessario per evolvere, avvicinandoci sempre più al ricordo di chi noi siamo veramente.
Nel vivere quotidiano capitano infinite piccole e grandi avventure che a volte concepiamo come disavventure, e che comportano momenti emotivamente coinvolgenti, spesso frustranti, a volte dolorosi. Non credo che dalla nostra posizione di umani esista una risposta esaustiva alla domanda esistenziale "perchè questo gioco?", ma presumo di non sbagliare ipotizzando una risposta - mistici e maestri ce lo hanno indicato - all'altra, al "come si gioca".
Una regola base del gioco è: la disidentificazione.

Sarà per ricordarci questa regola che abbiamo inventato i balli mascherati? Io sono io, poi scelgo di partecipare al ballo in maschera e così mi travesto da quello che non sono; recito tutta la sera la parte che mi sono assegnato e gli altri fingono di credere che io sia quello che mostro. Il divertimento aumenta se io, pur ricordando bene di non essere la mia maschera, la impersono con convincimento, calandomi nella parte al meglio possibile, riempiendola di contenuti, di vita, di senso, e rendendo l'esperienza pregna di significato. So bene che alla fine della festa tornerò alla mia Casa, al mio vero volto, alla mia autenticità.

Bene, in attesa di scoprire l'arcano, ammesso che esista una risposta, non ci resta che allenarci fino a diventare maestri del gioco, senza mai perdere di vista che, come ogni gioco, va svolto sorridendo e a cuor leggero!

    

se vuoi puoi provare : la meditazione leggera




venerdì 10 gennaio 2014

la piccola anima



C’era una volta, in un luogo fuori dal tempo, una piccola anima che disse a Dio:
<<Io so chi sono!>>
<<Ma è meraviglioso! E dimmi, chi sei?>> chiese il Creatore.
<<Sono la Luce!>>
Il volto di Dio si illuminò di un grande sorriso. <<E’ proprio vero! Tu sei la Luce>>.
La piccola anima si sentì tanto felice, perché aveva finalmente scoperto quello che tutti i suoi simili nel Regno avrebbero dovuto immaginare.
<<Oh>>, mormorò, <<è davvero fantastico!>>
Ben presto però, sapere chi era non fu più sufficiente. Sentiva crescere dentro di sé una certa agitazione, perché voleva essere ciò che era. Tornò quindi da Dio (un’idea niente male per chiunque desideri essere chi è in realtà) e, dopo, aver esordito con un: <<Ciao, Dio!>>  domandò: <<Adesso che so chi sono, va bene se lo sono?>>
E Lui rispose: <<Intendi dire che vuoi essere chi sei già?>>
<<Beh, una cosa è saperlo, ma a quanto esserlo veramente…Insomma, io voglio capire come ci sente nell’essere la luce!>>.
<<Ma tu sei la luce>>, ripetè Dio, sorridendo di nuovo.
<<Si, ma voglio scoprire che cosa si prova!>> piagnucolò la piccola anima.
<<Eh, già>>, ammise il Creatore nascondendo a malapena una risatina, <<avrei dovuto immaginarmelo. Hai sempre avuto un grande spirito d’avventura>>.
Poi cambiò espressione. <<Però, però…c’è un problemino…>>
<<Di che si tratta?>>
<<Ebbene, non c’è altro che luce. Vedi io ho creato solo ciò che sei e, di conseguenza, non posso suggerirti nulla per sentire chi sei, perché non c’è niente che tu non sia>>
<<Ehh?>> balbettò la piccola anima, che a quel punto faceva fatica a seguirlo.
<<Mettiamola in questo modo>> spiegò Dio. <<Tu sei come una candela nel sole. Oh, esisti, indubbiamente. In mezzo a milioni di miliardi di altre candele che tutte insieme lo rendono ciò che è. E il sole non sarebbe il sole senza di te. Senza una delle sue fiammelle rimarebbe una semplice stella…perché non risulterebbe altrettanto splendente. E, dunque, la domanda è questa: Come fare a riconoscersi nella luce quando se ne è circondati?>>
<<Ehi>>, protestò la piccola anima, <<Il Creatore sei tu. Escogita una soluzione!>>
Lui sorrise di nuovo. <<L’ho già trovata>>, affermò. <<Dal momento che non riesci a vederti come luce quando sei dentro la luce, verrai sommerso dalle tenebre>>.
<<E che cosa sarebbero queste tenebre?>>
<<Sono ciò che tu non sei>>, fu la sua risposta.
<<Mi faranno paura?>>
<<Solo se sceglierai di lasciarti intimorire>>, la tranquillizzò Dio
<<In effetti, non esiste nulla di cui avere paura, a meno che non sia tu a decidere altrimenti. Vedi, siamo, noi a inventarci tutto. A lavorare di fantasia>>.
<<Ah, se è così…>>fece un sospiro di sollievo la piccola anima.
Poi Dio proseguì spiegando che si arriva alla percezione delle cose quando ci appare il loro esatto opposto.
<<E’ questa una vera benedizione>>, affermò, <<perché, se così non fosse, tu non riusciresti a distinguerle. Non capiresti che cos’è il caldo senza il freddo, né che cos’è su se non ci fosse giù, né veloce senza lento.  Non sapresti che cos’è la destra in mancanza della sinistra, e neppure che cosa sono qui e adesso, se non ci fossero là e poi. Perciò - concluse - quando le tenebre saranno ovunque non dovrai agitare i pugni e maledirle. Sii piuttosto un fulgore nel buio e non farti prendere dalla collera. Allora saprai chi sei in realtà, e anche tutti gli altri lo sapranno. Fa che la tua luce risplenda al punto da mostrare a chiunque quanto sei speciale!>>
<<Intendi dire che non è sbagliato fare in modo che gli altri capiscano il mio valore?>> chiese la piccola anima.
<<Ma naturalmente!>> ridacchiò Dio.<<E’ sicuramente un bene! Rammenta, però, che “speciale” non significa “migliore”. Tutti sono speciali, ognuno a modo proprio! Tuttavia, molti lo hanno dimenticato. Capiranno che è buona cosa esserlo nel momento in cui lo comprenderai tu>>
<<Davvero?>> esclamò la piccola anima danzando,saltellando e ridendo di gioia. <<Posso essere speciale quanto voglio?>>.
<<Oh, si, e puoi iniziare fin da ora>> rispose il creatore che danzava, saltellava e rideva a sua volta. <<In che modo ti va di esserlo?>>
<<In che modo?Non capisco>>
<<Beh>>, suggerì Dio, <<essere la luce non ha altri significati, ma l’essere speciali può essere interpretati in vari modi. Lo si è quando si è teneri, o quando si è gentili, o creativi. E, ancora, si è speciali quando ci si dimostra pazienti. Ti vengono in mente altri esempi?>>
La piccola anima rimase seduta per qualche istante a riflettere.
<<Ne ho trovati un sacco!>> esclamò infine. <<Rendersi utile e condividere le esperienze e comportarsi da buoni amici. Essere premurosi nei confronti del prossimo. Ecco, questi sono modi per essere speciali!>>.
<<Si>> ammise Dio, <<e tu puoi sceglierli tutti, o trovare qualsiasi altro modo per essere speciale che ti vada a genio, in ogni momento. Ecco che cosa significa essere la luce>>.
<<So cosa voglio essere, io so cosa voglio essere!>> annunciò la piccola anima sprizzando felicità da tutti i pori. <<E ho deciso che sceglierò quella parte che viene chiamata “essere disposti al perdono”. Non è forse speciale essere indulgenti?>>
<<Oh, certo>> assicurò Dio <<E’ molto speciale>>
<<Va bene, è proprio quello che voglio essere. Voglio saper perdonare. Voglio fare esperienza in questo modo>>.
<<C’è una cosa però che dovresti sapere>>
La piccola anima fu quasi sul punto di perdere la pazienza. Sembrava ci fosse sempre qualche complicazione.
<<Che c’è ancora?>> ribatté con un sospiro.
<<Non c’è nessuno da perdonare>> disse Dio.
<<Nessuno?>> Era difficile credere a ciò che aveva appena udito.
<<Nessuno>> ripeté il Creatore <<Tutto ciò che ho creato è perfetto. Non esiste anima che sia meno perfetta di te. Guardati attorno>>.
Solo allora la piccola anima si rese conto che si era radunata una grande folla. Tanti altri suoi simili erano arrivati da ogni angolo del Regno perché si era sparsa la voce di quella straordinaria conversazione con Dio e tutti volevano ascoltare. Osservando le innumerevoli altre anime radunate lì intorno, non poté fare a meno di dare ragione al Creatore. Nessuna appariva meno meravigliosa, meno magnifica o meno perfetta. Tale era il prodigio di quello spettacolo, e tanta era la luce che si sprigionava tutt’attorno che la piccola anima riusciva a malapena a tenere lo sguardo fisso sulla moltitudine.
<<Chi dunque dovrebbe essere perdonato?>> chiese Dio
<<Accidenti, mi sa proprio che non mi divertirò! Mi sarebbe tanto piaciuto essere colui che perdona. Volevo sapere come ci si sente a essere speciali in quel senso>>.
La piccola anima capì in quel momento che cosa si prova a essere tristi.
Ma un’anima amica si fece avanti tra la folla e disse: <<Non te la prendere, io ti aiuterò>>.
<<Dici davvero? Ma che cosa puoi fare>>
<<Ecco posso offrirti qualcuno da perdonare>>
<<Tu puoi?>>
<<Certo! Posso venire nella tua prossima vita e fare qualcosa che ti consentirà dimostrare la tua indulgenza>>
<<Ma perché? Per quale motivo?>> chiese la piccola anima. <<Sei un essere di suprema perfezione, puoi vibrare a una velocità così grande da creare una luce tanto splendente da impedirmi quasi di guardarti! Che cosa mai potrebbe indurti a rallentare le tue vibrazioni fino a offuscarla? Che cosa potrebbe spingere te-che sei in grado di danzare in cima alle stelle e viaggiare per il regno alla velocità del pensiero- a calarti nella mia vita e divenire tanto pesante da compiere questo atto “malvagio”?>>
<<E’ semplice>> spiegò l’anima amica <<perché ti voglio bene>>
Sentendo quella risposta lo stupore invase la piccola anima.
<<Non essere tanto meravigliata piccola anima. Tu hai fatto lo stesso per me. Davvero non ricordi? Oh, abbiamo danzato insieme molte volte, tu e io. Nel corso di tutte le età del mondo e di ogni periodo storico, abbiamo ballato. Abbiamo giocato per tutto l’arco del tempo e in molti luoghi. Solo che te ne rammenti. Entrambi siamo stati tutto. Siamo stati su e giù, la sinistra e la destra. Il qui e il là, l’adesso e il poi;  anche maschio e femmina, bene e male: siamo stati ambedue la vittima e l’oppressore. Ci siamo incontrati spesso, tu ed io, in passato; e ognuno ha offerto all’altro l’esatta e perfetta opportunità di esprimersi e di fare esperienza di ciò che siamo in realtà. E quindi - continuò a spiegare l’anima amica, - io verrò nella tua prossima vita e questa volta sarò il “cattivo”. Commetterò nei tuoi confronti qualcosa di veramente terribile, e allora riuscirai a provare come ci si sente nei panni di colui che perdona>>
<<Ma che cosa farai>> domandò la piccola anima, leggermente a disagio <<da risultare tanto tremenda?>>
<<Oh>>, rispose l’anima amica strizzando l’occhio, <<ci faremo venire qualche bella idea>>.
Poi soggiunse a voce bassa:<<Sai, tu hai ragione riguardo ad una cosa>>.
<<E quale sarebbe?>>
<<Dovrò diminuire alquanto le mie vibrazioni, e aumentare a dismisura il mio peso per realizzare questa  cosa. Mi toccherà fingere di essere ciò che non sono. E, quindi, ti chiedo in cambio un favore>>.
<<Oh qualsiasi cosa, qualsiasi cosa! Che cosa posso fare per te? Sei davvero un angelo, sei così disponibile ad accontentarmi>>
<<E’ naturale che sia un angelo>> li interruppe Dio. <<Ognuno di voi lo è! E rammentatelo sempre: Io vi ho mandato solo angeli>>
A quel punto la piccola anima sentì ancora più forte il desiderio di esaudire la richiesta e chiese di nuovo: <<Che cosa posso fare per te?>>
<<Quando ti colpirò e ti maltratterò, nell’attimo in cui commetterò la cosa peggiore che tu possa immaginare, in quello stesso istante dovrai rammentare chi sono in realtà>>, concluse l’anima amica gravemente.
<<Oh ma lo farò! lo prometto. Ti ricorderò sempre così come sei qui, in questo momento>> disse la piccola anima.
<<Ben, perché vedi, dopo che avrò vissuto quel ruolo, avrò dimenticato chi sono. E se non mi rammenterai per come sono, potrei non rammentarmelo per un sacco di tempo. Se mi scordassi chi sono, tu potresti perfino dimenticare chi sei e saremmo perduti entrambi.  E allora avremmo bisogno di un’altra anima che venisse in nostro soccorso per rammentarci chi siamo>>.
<<No, questo non accadrà>> promise la piccola anima <<Io ti ricorderò! E ti ringrazierò per avermi fatto questo dono: l’opportunità di provare chi sono>>.
Quindi l’accordo fu fatto. E la piccola anima andò verso una nuova vita, felice di essere la luce e  raggiante per la parte che aveva conquistato, la capacità di perdonare. Attese con ansia ogni momento in cui avrebbe potuto fare questa esperienza per ringraziare l’anima che, con il suo amore, l’aveva resa possibile.  E in tutti gli istanti di quella nuova vita, ogni qualvolta compariva una nuova anima a portare gioia o tristezza-specialmente tristezza- ricordava quello che aveva detto Dio.
<<Rammentatelo sempre: io vi ho mandato solo angeli>> aveva affermato con un sorriso.

grazie a Marzia e a  N. D. Walsch