domenica 18 maggio 2014

il coraggio e il rimpianto




Bronnie Ware è una infermiera australiana. Nel suo libro "The top five regrets of the dying", racconta che in base alla sua lunga esperienza con malati terminali, i 5 rimpianti più comuni dei morenti sembrano essere tutti collegati con l'amore e l'essenza di Sè. 

Esprimere di più i sentimenti, avere più tempo per i miei cari e per gli amici, vivere con più autenticità la mia vita e, sorprendentemente, avere più coraggio di essere felice. Ecco i  rimpianti alla fine della vita. 

Che lezione possiamo trarne? Una sola, semplicissima: affrontare la paura di vivere sembra essere l'unica vera prova per ognuno di noi, anche se individualmente si concretizza in forme diverse.  
Ebbene, la buona notizia è che siamo in tempo.
Siamo in tempo, perchè non siamo morti - almeno biologicamente parlando - e possiamo ancora credere alla possibilità di modificare le abitudini costringenti che ci imbrigliano in una gabbia fatta di rassegnazione e pochezza, mentre potremmo ricordarci che la vita è ricchezza, adesso, che il respiro è ora, che è in questo momento presente che il sangue circola nelle nostre vene e ci rende vivi. 
Siamo in tempo a sentire che questa vita è tale da concederci di scegliere di apportare dei cambiamenti, di trasformare qualcosa, prima dentro di noi e poi fuori: nelle relazioni, nella comunità che abitiamo, nella città dove risiediamo, nello stato di cui siamo cittadini, nell'Europa dei popoli liberi che vorremmo, nel pianeta azzurro che ci ospita generosamente, nonostante i nostri scempi.   

Non lasciamo che i rimpianti alberghino al nostro interno per poi emergere alla fine dei giorni, quando il tempo termina; viviamo adesso, scegliamo adesso, cambiamo adesso.

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