lunedì 27 aprile 2015

Quando il gioco si fa duro, noi siamo i seminatori

Credo che siano molti i campi nei quali in questo momento gli uomini e le donne possono agire con atto di volontà cosciente, portando la loro energia e la loro consapevolezza per trasformare o contenere la deriva abbrutente nella quale sta precipitando l'umanità.
Cito: la soppressione dei diritti, il malcostume della politica, la crisi economica organizzata a tavolino, le sofferenze dei migranti, dei popoli affamati o martoriati dalle guerre che l'occidente sovvenziona, lo strapotere delle multinazionali, la devastazione del pianeta e del suo ecosistema, il cibo sempre meno naturale e sempre più assoggettato a logiche di mercato, le violenze e le sopraffazioni sulle donne, sui bambini, sugli animali, il dio denaro tirannico con i molti e blando con pochi, l'appiattimento culturale e mentale, la robotizzazione umana, le malattie indotte per assoggettare l'energia attraverso la paura e la debolezza, l'arroganza del potere....  potrei continuare - l'elenco è infinito - potrei entrare nel merito, nel dettaglio, approfondire. Non intendo farlo, non qui. 
Ognuno di noi sa in quale ambito gettare il proprio seme su questa terra perchè germogli Luce a rischiari il buio. Chi mi legge sa che sono convinta della necessità che ognuno si assuma le proprie responsabilità, che ognuno si attivi e non giri la testa dall'altra parte, nei limiti delle nostre forze e del personale livello di consapevolezza
Il rischio di rimanere invischiati nella melma è però molto alto, a volte troppo alto: occuparsi del mondo non deve significare annaspare nel fango, perdere energia, spegnere la nostra luce sopraffatti dalle tenebre che attraversiamo, essere sommersi dallo tsunami emotivo o deragliare come un treno fuori binario perchè perdiamo il nostro centro. Non sarebbe utile a noi, non renderebbe efficace la nostra azione. 
Se impugniamo una spada, se scegliamo di partecipare al gioco sulla terra, che sia con la grazia della leggerezza, ricordando che di gioco si tratta.    

Non caricarti il mondo sulle spalle. Non hai una tale responsabilità.
La tua responsabilità è trovare ed essere il tuo Sé. 
Nessuno può salvare questo mondo. 
Lascia tutto a Dio. 
Inoltre è bene che tu sappia e che tu abbia questo atteggiamento, che nulla in questo mondo ti 
appartiene — nemmeno 'tu'. 
Tutto è solamente Lui. 
Quando sai questo, tutte le sofferenze ed i dolori se ne vanno. 
Lo spazio che rimane è il tuo vero Sé — che è Lui.
~ Mooji
Noi siamo i seminatori: la nostra responsabilità è scegliere quali semi seminare, e seminare. Del risultato del raccolto potremo ,dolendoci o rallegrandoci, osservare, imparando ad esercitare il distacco.
 .


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