sabato 31 dicembre 2016

2017: IL CAMBIO DI FREQUENZA



Ho sperimentato. Se lascio che sia, semplicemente, la magia accade.
Non scompare la realtà, scompare la paura. Non cambia il problema, cambia il modo di guardarlo. 
Dove c'era pieno diventa spazio, dove c'era peso si fa leggerezza, dove c'era angoscia subentra uno stato di pace. Il cuore è il luogo del riposo, il tempio del meraviglioso nonostante tutto, grazie a tutto.

Osservo che molte delle persone che conosco, me compresa, stanno vivendo un momento di passaggio importante. A volte questo momento assume i connotati di vere e proprie trasformazioni nella vita reale, frequentemente momenti difficili come malattie, separazioni, decessi, o comunque un senso generale di smarrimento.
E' tutto giusto, tutto "normale". Stiamo attraversando la frequenza, era previsto e ci siamo.

Mi diverte a volte osservare che la mia chiave di lettura, assolutamente personale, trova poi riscontro in altre che si basano su strumenti collaterali, ma diversi, come in questo link letto stamattina.

La ruota come una spirale è l'immagine cardine per affrontare il 2017. Evolviamo... e voleremo oltre, a passo leggero, come sempre :-) .

Leggi o rileggi,




Buon passaggio a tutti!




venerdì 16 dicembre 2016

L'ALTRUISMO


L'accettazione  di se


Un re andò nel suo giardino e trovò alcune piante e alberi morenti,mentre alcuni fiori erano  appassiti.
La quercia disse che stava morendo perché  non poteva essere alta come il pino.
Osservando il pino il re lo trovò sofferente perché non poteva portare grappoli come la vite.
E la vite stava morendo perché non poteva fiorire come la rosa.
Infine trovò una  pianta, la viola, fresca e fiorente come sempre.
Alla domanda del re la viola rispose:
Mi é sembrato scontato che quando mi hai piantato tu desiderassi una viola. Se avessi  voluto una quercia, un pino, una vite o una rosa, avresti piantato quelle. Allora ho pensato: visto che non posso essere altro che ciò  che sono, cercherò  di manifestarmi al meglio di me stessa.


Osho

lunedì 14 novembre 2016

IL CAMBIO DI PARADIGMA DEL 2017



Ho da poco pubblicato una breve analisi relativa all'Arcano di reggenza del 2017 su


con annesso video/spunto di lavoro/suggerimento. Non mi ripeto qui. 
Quello che invece tengo ad aggiungere è una parola:

dolcezza

Ci tengo perchè è importante. 
Quando recepiamo l'accelerazione dell'energia, così forte in questo ultimo periodo; 
quando sentiamo che un vento possente spinge alle porte del cambiamento e non ci lascia il tempo di orientamento;
quando siamo consapevoli che molto sta trasformando la realtà e ulteriori sovvertimenti potrebbero attenderci... 
ricordiamoci di questa parola.

Si può cambiare senza strappi. Si può assecondare l'onda senza essere travolti. 
Possiamo scegliere di manifestare la nostra Essenza nel qui e ora, con apertura, determinazione e saldezza, ma senza sforzo e senza dolore. 
Usiamo la dolcezza, per noi stessi e per il mondo. Una carezza che incoraggi, che consoli, che nutra, che sappia riscaldare il cuore mentre, con dolcezza, accompagna il vecchio fuori e fa spazio al nuovo.   




mercoledì 20 luglio 2016

IL CORAGGIO DI ESSERE LUCE



Bisogna trovarlo, il coraggio. 
Soprattutto quando intorno a noi sembrano esistere follia e distruzione, disperazione e cecità egoica. O semplicemente stupidità, come questa nuova applicazione per devastare le menti già poco allenate dei tanti, troppi, che si fanno ipnotizzare senza rimedio dagli aggeggi infernali che tutti abbiamo in tasca: i cellulari. Così, mentre Pokemon virtuali irrompono nelle nostre strade e nelle nostre vite, rendendo la realtà un truman show, mentre la menzogna istituzionalizzata si mischia con la ferocia della morte vera, ci tocca raccapezzarci ogni giorno e trovare un centro di gravità che, se non permanente, almeno ci garantisca un attimo di respiro mentre cerchiamo un nuovo orientamento.

Invito quindi a rileggere IL NUOVO ARCHETIPO e IL 23ESIMO ARCANO

C'è un solo modo di procedere senza perdersi, ed è quello di trovare dentro, preservare e difendere, il valore della nostra frequenza, per poi espandere la nuova nota. E' un lavoro, un percorso, un impegno, un compito. Non è solo mio che lo penso e lo scrivo, è di tutti noi.

Questo semplice video (magari guardalo a schermo intero) fornisce un piccolo strumento, una strategia per restare in contatto con una sana vibrazione ed espanderla. 



Tutti i giorni, attenzione, costanza, metodo, disciplina. Siamo, pur se gioiosamente, guerrieri di Luce. Non si scherza più, e non si perde tempo, si agisce con precisione e determinazione. 
Ergo.... focalizzati sulla bellezza e sul silenzio... cercali.... li troverai nelle piccole cose...    
Grazie di esserci.


sabato 2 luglio 2016

IL NUOVO ARCHETIPO



Ho fatto un sogno, uno dei tanti che sento connessi non solo ai miei processi interni, ma anche a quelli del collettivo che si sta trasformando velocemente e inesorabilmente. 

Il sogno parlava di sopraffazione, dolore e morte. Di proteggere e custodire in silenzio una frequenza particolare di amore, che includeva la fiducia e la certezza dell'esistenza dell'amore stesso; parlava di attesa paziente, consapevole, vigile. Parlava di coraggio e determinazione per accogliere il rischio del cambiamento e di prontezza a cavalcare l'onda del tempo perfetto per rompere gli indugi. Parlava di liberazione e rinascita. Aveva la potenza di un presagio e l'intensità di un messaggio. 

La mattina dopo quel sogno mi è arrivata via mail una immagine, di cui si è persa l'origine (pertanto  ringrazio l'autrice/l'autore e mi scuso se non la/lo cito) che ha colpito il mio immaginario ricollegandomi con incredibile perfezione alla frequenza energetica del sogno. Quella stessa mattina, lungo la mia  consueta passeggiata, ho selezionato il brano musicale sbagliato e nelle mie orecchie ha risuonato "chiamami ancora amore" di Roberto Vecchioni. Stavo per cambiare, ma mi hanno colpito le parole che riproducevano in sintesi le tappe del sogno.

Elaborando questi tre elementi mi è sembrata evidente la manifestazione di un archetipo emergente che ho definito

CREAZIONE D'AMORE


Con questo nome cerco di sintetizzare il senso profondo che ho colto e sto cogliendo, dato per assodato che siamo tutti in un work in progress, me compresa.

Non si tratta di amare. O meglio, non solo. Si tratta di co-creare amore.

Perchè questo abbia un significato, è necessario entrare in contatto con un senso ben ancorato di fiducia nella scintilla d'amore che alberga nell'uomo; quella scintilla che può espandersi ed esplodere in miriadi di fuochi, illuminando e invadendo con la sua energia il pianeta. E' la forza di cui parla Albert Einstein nella sua lettera alla figlia (  https://www.youtube.com/watch?v=x7qlIcjypFY), quella forza invincibile di cui è impregnato il nostro universo e che è arrivato il tempo di portare in manifestazione.
Quando parlo di co-creare, intendo fare leva su questa preesistente scintilla custodita preziosamente dentro di noi, difesa strenuamente nonostante le brutture e le angherie, e

consapevolmente, 
volontariamente
responsabilmente, 
attivarla e manifestarla.

CREA-AZIONE. Non si crea senza agire.
L'azione di cui parlo è motivazione interna profonda verso qualcosa, è veicolare energia, messaggi, atti, modalità, in qualsiasi contesto e forma, ma in modo attivo, presente;  connesso al potere, scevro da dimensioni falsamente egoiche, oltre gli steccati dell'espansione di sè, e sintonizzato sull'espansione del Sè.



Osservo che questo archetipo è già incarnato da alcuni sul pianeta, anche se forse ancora con discontinuità, mentre è palese in tutta la sua evidenza splendente in molti giovani e bambini. Emulare la sicurezza interiore di questi esseri speciali ci aiuta a sostenere il passaggio dimensionale.
L'invito quindi è:

co-creiamo amore, 

sentiamoci  pieni, 

certi della sua esistenza 

e agiamo di conseguenza. 

Immaginiamo il mondo che sentiamo sintonico col nostro Sè 

e, semplicemente, 

agiamolo.


Ulteriori considerazioni e sviluppi di questo pensiero su   TAROCCHITAE







martedì 29 marzo 2016

TRA NULLA E TUTTO



Osservo la mia gatta che con perizia e assoluti costanza e metodo, cerca di far uscire le uova sode dipinte dal cestino pasquale; quando riesce, ovviamente, le spinge con garbo al di là del limite del tavolo, così che possano serenamente spiaccicarsi sul pavimento. Ottenuto il risultato, resta qualche attimo in contemplazione e poi con noncuranza inizia la toeletta mattutina.
Brava gatta, tu si che sai come fare a mostrare il significato del concetto di disidentificazione.
Niente balli totemici intorno all'uovo spiaccicato, niente trofei esposti nè tesori conservati al sicuro, nessuna disperazione se l'operazione uovo sodo non si compie e nemmeno gaudio e tripudio se si compie. Esclusivamente, applicazione finchè l'esperienza ha senso e poi abbandono della stessa quando il senso lo ha perso. Semplice semplice.

Vivere con totalità, esplorare un ambito, cercare di fare il meglio possibile, non implica necessariamente identificarsi; è possibile orientare la nostra energia e il nostro pensiero verso un contesto di ricerca, senza per questo sentire che da questo dipenda il significato del nostro esistere. Così, per esempio in una relazione, pur vivendola a piene mani e con tutti noi stessi - cuore,  anima e corpo - potremmo non solo sapere, ma sentire, di non essere solo quella relazione e che il nostro senso non dipenda dalla sua esistenza o riuscita o gratificazione. 
Dunque non delego nè il mio benessere nè l'essere IO al buon esito di alcuna cosa, ma nello stesso tempo conservo la capacità di appassionarmi ad ogni cosa della mia vita, come se fosse La Cosa.
Questa ricerca di equilibrio tra partecipare e non partecipare, tra Tutto e Nulla nello stesso tempo, credo che sia la sintesi dell'esperienza che possiamo vivere come esseri incarnati e certamente possiamo approfondire questa dinamica in ogni aspetto della nostra esistenza poichè è sempre applicabile e perfettibile.  
Abbiamo l'opportunità quindi di imparare sempre meglio ad amare e lasciare andare nello stesso momento, in una danza leggiadra che include senza legare, consentendo leggerezza e volo, pur sfiorando ad ogni passo il suolo.
(Se poi fa rima, stiamo sperimentando la metrica poetica, ma, se son poeta, CHE NON SIA  il senso del mio essere, pur rivestendo l'apparenza del mio esistere  :-) )


giovedì 10 marzo 2016

LA SCELTA DEL CERCATORE



L'essere umano autentico è colui che continua a crescere. Ogni mattina il sole non lo troverà mai nello stesso luogo in cui l'aveva lasciato la sera precedente; e ogni sera il sole lo troverà da qualche altra parte, mai nello stesso luogo in cui lo aveva lasciato al mattino. L'essere umano autentico è movimento, è rivoluzione: continua ad avanzare senza mai guardarsi alle spalle; egli non ripercorre mai le vecchie strade che ha percorso in passato; scopre in continuazione la propria strada. 
Osho




Elena Trezza: conferenza Aura-Soma presso Salute SiCura Bioprofumeria
Ieri sera, ad una presentazione di Aura-Soma, qualcuno mi ha chiesto quando è il caso di fare una lettura. La mia risposta è: SEMPRE, quando la nostra anima lo chiede. 
Siamo esseri in cammino, siamo ricercatori della nostra verità, siamo viandanti dello spirito in viaggio verso avventure infinite. 
Aura-Soma, gli archetipi dei Tarocchi, i fiori di Bach, la cristalloterapia, la meditazione, qualsiasi altra disciplina olistica, sono luci sul sentiero; piccoli fari che guidano i nostri passi.
Semplicemente, sostengono il cammino che noi scegliamo di percorrere o ci invitano a proseguire, quando il tempo del riposo è giunto al termine. Non è dunque necessario arrivare a vivere un malessere, per usufruire della bellezza di queste chiavi di comprensione, ma è sufficiente la voglia di scoperta e trasformazione. 
Non dobbiamo però dipendere da questi strumenti, così come non dobbiamo dipendere da un facilitatore o da un terapeuta. Il nostro potere sta nella capacità di esercitarlo, attivando il libero arbitrio e attuando scelte sempre più consapevoli, a volte viaggiando in solitaria, a volte coadiuvati da qualcuno e/o qualcosa che ci sostiene nel percorso. La natura ci ha fornito aiutanti incredibili, il mondo intorno a noi ha partorito menti e cuori abili ad accompagnarci. E' sempre una scelta, compresa quella di proseguire, o fermarsi. La libertà, perchè sia tale, va sperimentata, (possibilmente con gioia e leggerezza!).

  




martedì 8 marzo 2016

LIBERTA'




1976. Tempi accesi, pieni di fermento, vivi e arrabbiati. Ero appena quattordicenne, primo anno di liceo, e avevo paura: nessuna delle mie compagne era disposta a seguirmi, la città celava zone a me ancora sconosciute e i rischi in una manifestazione erano tanti. Ricordo ancora com'ero vestita, e la valutazione interiore sotto il portone della scuola: ho tentennato giusto il tempo di farmi coraggio, perchè in realtà non c'era scelta, il richiamo era troppo forte. 
Il corteo era immenso, un fiume in piena che si ingrossava ad ogni nuovo incrocio di donne fortissime, bellissime, colorate e piene di ardore.  
Non ho più dimenticato la potenza emanata dalla sorellanza che univa, in quel grido unanime "l'utero è mio, e lo gestisco io". Ma un'altra immagine mi torna alla mente, e riguarda i maschi: ai margini, attenti a non entrare nel corteo che sembrava off limits a chi non poteva intonare "e noi che siamo donne..." , seguivano alcuni studenti universitari, silenziosamente partecipi; ricordo il disagio provato nel vederli lì, separati da noi, seppure idealmente vicini. Già allora, quando urlare la rabbia era giusto, quando lottare a muso duro per i diritti era sacrosanto e necessario, quella separazione mi sembrò stonata.
Non era ancora arrivato il momento. Lo è adesso? sono passati 40 anni, ed io aspetto che si compia il tempo in cui siano gli uomini a rivendicare per sè il diritto ad avere un cuore. Il diritto ad evolvere dalla polvere nella quale la storia, le religioni, le lusinghe del potere e dei falsi miti di forza li hanno costretti, rendendoli non uomini, ma inerti burattini al soldo del padrone che con la guerra e la sopraffazione tutto controlla. Il diritto alla loro grazia, tenerezza, amore, senza per questo cedere la bellezza della mascolinità. Il diritto ad un'anima che sa volare, abbracciare l'altro, ascoltare e includere.
Aspetto che arrivi quel tempo in cui ogni uomo possa riconoscersi Uomo.
Quello sarà il tempo del riscatto della Vita su questo pianeta, della libertà che non ha sesso e appartenenza, e dei fiori di mimosa sugli alberi, al loro posto, come sempre vuole la primavera.   

   

lunedì 4 gennaio 2016

2016: L'ANNO DELL'EREMITA



Chi ha nel suo Piano Tarologico Natale (PTN) l'eremita, sarà sollecitato in modo particolare, ma attenzione soprattutto se avete già calcolato il vostro Piano Annuale (PTN)! Controllate in quali mesi e posizioni è presente questo arcano, se c'è o è completamente assente...


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