martedì 29 marzo 2016

TRA NULLA E TUTTO



Osservo la mia gatta che con perizia e assoluti costanza e metodo, cerca di far uscire le uova sode dipinte dal cestino pasquale; quando riesce, ovviamente, le spinge con garbo al di là del limite del tavolo, così che possano serenamente spiaccicarsi sul pavimento. Ottenuto il risultato, resta qualche attimo in contemplazione e poi con noncuranza inizia la toeletta mattutina.
Brava gatta, tu si che sai come fare a mostrare il significato del concetto di disidentificazione.
Niente balli totemici intorno all'uovo spiaccicato, niente trofei esposti nè tesori conservati al sicuro, nessuna disperazione se l'operazione uovo sodo non si compie e nemmeno gaudio e tripudio se si compie. Esclusivamente, applicazione finchè l'esperienza ha senso e poi abbandono della stessa quando il senso lo ha perso. Semplice semplice.

Vivere con totalità, esplorare un ambito, cercare di fare il meglio possibile, non implica necessariamente identificarsi; è possibile orientare la nostra energia e il nostro pensiero verso un contesto di ricerca, senza per questo sentire che da questo dipenda il significato del nostro esistere. Così, per esempio in una relazione, pur vivendola a piene mani e con tutti noi stessi - cuore,  anima e corpo - potremmo non solo sapere, ma sentire, di non essere solo quella relazione e che il nostro senso non dipenda dalla sua esistenza o riuscita o gratificazione. 
Dunque non delego nè il mio benessere nè l'essere IO al buon esito di alcuna cosa, ma nello stesso tempo conservo la capacità di appassionarmi ad ogni cosa della mia vita, come se fosse La Cosa.
Questa ricerca di equilibrio tra partecipare e non partecipare, tra Tutto e Nulla nello stesso tempo, credo che sia la sintesi dell'esperienza che possiamo vivere come esseri incarnati e certamente possiamo approfondire questa dinamica in ogni aspetto della nostra esistenza poichè è sempre applicabile e perfettibile.  
Abbiamo l'opportunità quindi di imparare sempre meglio ad amare e lasciare andare nello stesso momento, in una danza leggiadra che include senza legare, consentendo leggerezza e volo, pur sfiorando ad ogni passo il suolo.
(Se poi fa rima, stiamo sperimentando la metrica poetica, ma, se son poeta, CHE NON SIA  il senso del mio essere, pur rivestendo l'apparenza del mio esistere  :-) )


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