mercoledì 30 maggio 2018

SONO EUROPAITALIANISTA



Stucchevole e miope la polemica condotta sui media mainstream e che in generale si affaccerà presumibilmente nel dibattito politico dei prossimi periodi. 
La creazione forzata di una divisione netta tra europeisti e sovranisti tenderà infatti a radicalizzare le posizioni producendo scissioni e separazioni. 

Personalmente la vedo così.

E' una questione di equilibrio. 

L'entrata nell'Unione Europea naturalmente ha implicato necessariamente una cessione di potere dei singoli stati a favore del nuovo organismo nascente, ma questa operazione avrebbe dovuto rispettare un criterio di equilibrio.   
Quello che è accaduto invece - e nel nostro paese si è aggravato con il governo Monti e l'inserimento in Costituzione dell'articolo 81 sul pareggio di bilancio - è stato un crescente sbilanciamento del potere a favore della nomenklatura europea e a sfavore di singoli stati come l'Italia.

Sappiamo che per stare bene un organismo deve mantenere mediamente un certo equilibrio psicofisico e energetico. Questo principio è valido in ogni situazione e in ogni campo. 
Facciamo qualche esempio.

Immagina una - purtroppo! - storia ricorrente nelle cronache. 
Una coppia: innamorati, all'inizio va tutto benissimo; dopo qualche tempo lui inizia a mostrarsi aggressivo, possessivo e esigente: esercita pressione, a volte economica o fisica, sempre psicologica, sulla compagna, fino a renderle la vita difficile. Quello che sembrava l'unione felice di due persone con pari dignità, si trasforma in un inferno dove uno sovrasta l'altro. Cosa consiglieresti a questa donna vessata dal compagno? La risposta è lapalissiana.
Come troviamo scritto in qualsiasi manuale di psicologia spicciola, quando eccediamo in troppi SI -  per disistima o forse per bisogno di riconoscimento, accettazione o amore - creiamo un disallineamento che produrrà delle conseguenze in termini di esperienze infelici o poco gratificanti. La ricetta, in questi casi, è sempre imparare a mettere dei paletti, a dire dei salvifici NO che siano funzionali al ripristino del nostro benessere.

Un altro esempio: pensiamo al sistema neuro-vegetativo, per prenderne uno tra i tanti da cui siamo costituiti. Se, per eccesso di stress, il nostro sistema simpatico è fortemente sollecitato a scapito del parasimpatico, producendo scompensi fisici che nel lungo periodo potrebbero generare malattie anche molto gravi, il consiglio logico, oltre che intuitivo, sarebbe una compensazione a favore di un corretto bilanciamento.

Noi viviamo in un sistema duale che si basa sull'equilibrio; disconoscere questa semplice verità equivale a produrre degenerazioni che non fanno altro che esacerbare i ritmi con cui, inevitabilmente, batte il cuore dell'Universo.
Quello che osservo nel sistema economico-politico di questi tempi è appunto la risultante di una degenerazione per cui, dato un eccesso di struttura e controllo, si sta passando attraverso un processo di destrutturazione e caos generalizzato. 
Questo passaggio è inevitabile e necessario, se si vuole ripristinare il giusto equilibrio.

Riconsiderare seriamente e a fondo i trattati europei è il percorso obbligato se si vuole tenere in piedi questa europa (la minuscola non è un caso), e su questo non credo che ci sia molto da dire; il punto semmai è di quale idea di Europa stiamo parlando.

L'Europa di cui parlo io non è quella della troika e del potere dei soldi, ma del potere dei diritti e del benessere dei suoi cittadini. Io ho in mente una Europa nella quale la diversità sia ricchezza e la prosperità una prerogativa; una Europa di solidarietà, condivisione e cuore, che sia portatrice nel mondo di valori culturali e evolutivi che sembrano oggi albergare solo nelle anime di chi considera priorità l'Essere umano.
Dunque di questa Europa sono europeista, così come, sono certa, milioni di cittadini europei.   

Se per giungere a questa Europa  l'Italia, come una donna vilipesa, deve alzare la testa e dire NO alle continue richieste vessatorie che le impediscono di esprimere la sua grande bellezza - Servizio e dono per il mondo intero - ebbene, sono convintamente sovranista.   

Equilibrio. Equilibrio per creare energia espansiva e crescente creatività ecologica, cioè utile a tutto il sistema e non solo ad una parte, secondo il principio olistico. 

Non ci sto dunque, alle etichette separatiste, ne preferisco una che unisca: io sono europaitalianista.  

Ti invito: immagina con me la Nuova Europa, uniamo le frequenze e creiamo un campo energetico che predisponga all'avvento di un processo che, partendo dal nuovo rinascimento di questo nostro paese, possa espandersi contaminando di  Luce, come un gioioso e libero sorriso condiviso.     


   

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