giovedì 26 luglio 2018

FELICITA' A PASSO LEGGERO: IL RITUALE DELLA FELICITA' - 12 REGALATI DEL TEMPO

dal blog SALUTE LEGGERA

Qualche tempo fa ho pubblicato sul blog a passo leggero una immagina trovata sul web, che sintetizzava il RITUALE DELLA FELICITA'

Si tratta in effetti di ottime, quanto semplici, pratiche quotidiane in gradi di trasformare la qualità energetica del nostro sistema e di conseguenza della nostra realtà quotidiana.
Le approfondiamo una per una. Ecco la numero 12.



REGALATI DEL TEMPO
Avevo 10 anni quando fu pubblicato MOMO E I LADRI DI TEMPO. Lessi il libro in pochi giorni, divorandolo, e credo sia stato la matrice delle scelte che ho poi fatto nella vita adulta.

Questo libro magico parla di TEMPO e profetizza, già nel 1973,  l'uso sconsiderato che oggi ne viene fatto dal modello della civiltà dei consumi. (Consiglio a tutti la lettura, è letteratura per ragazzi, veloce e fruibile a chiunque).

Il tempo in realtà è un paradosso: da un lato sappiamo che non esiste e dall'altro è il maggiore condizionamento delle nostre vite.
Non esiste: a livello filosofico e metafisico, al di là di elaborazioni fideistiche personali sul dopo-vita, basta osservare la realtà.
Noi siamo immersi in un tempo/non tempo, giacchè quello che chiamiamo  passato e futuro hanno una sola residenza: nella nostra testa. Coerentemente con l'evidenza della realtà possiamo constatare che esiste sempre e solo il momento presente.
D'altra parte a livello scientifico le ricerche nel campo della fisica hanno ampiamente superato il concetto di tempo, convergendo sull'idea che viviamo in una illusione spazio/temporale.
Esiste: osserviamo la nostra giornata di 24 ore, i mesi e gli anni passare, i processi di invecchiamento, la nascita e la morte. Pur integrando il concetto teorico dell'inesistenza del tempo assoluto, per noi il tempo relativo è assolutamente reale e concreto!



Torniamo dunque al grande monito di Momo, la bambina che combatte i signori Grigi ladri di tempo. Momo cerca di salvare gli uomini dall'illusione che, risparmiando tempo, sottraendolo alle piccole gioie quotidiane non remunerate o fruttifere, metteranno poi da parte un "capitale tempo" da spendere nel "futuro".
E' quello che, a distanza di 45 anni esattamente accade a moltissimi di noi, non è vero?
Quante corse durante il giorno, per assolvere questo o quel dovere, risolvere problemi, eseguire compiti?
E noi? La nostra vita? Il nostro benessere? Sempre tutto rimandato a domani...


Il tempo è la cosa più preziosa che hai. Viene anche prima della salute, perchè la salute senza il tempo non ti serve a molto, sei d'accordo?
Sappiamo tutti che questo passaggio terrestre è soggetto a un tempo finito; prima o poi moriremo, tant'è.
Per questo la qualità del tempo che vivi è estremamente importante. Non sempre possiamo scegliere come utilizzare tutto il nostro tempo, ma certamente ognuno di noi può scegliere di dedicare a se stesso più tempo.
Basta tralasciare qualcosa che fino ad oggi abbiamo definito "necessaria"; sei sicuro che sia indispensabile? Rivedi le tue priorità! A volte 10 minuti dedicati a sè stessi hanno un effetto determinate per ripristinare il benessere interiore.

Regalarsi del tempo vuol dire amarsi.
A volte potrebbe significare prendere un giorno per andare al mare, o concedersi due ore per un cinema, o godere della compagnia di un amico per un caffè non programmato...

o anche solo fermarsi pochi secondi in silenzio a guardare il frusciare delle foglie... VIDEO


sabato 21 luglio 2018

FELICITA' A PASSO LEGGERO: IL RITUALE DELLA FELICITA' - 11 CREDI IN TE

Qualche tempo fa ho pubblicato sul blog a passo leggero una immagina trovata sul web, che sintetizzava il RITUALE DELLA FELICITA'

Si tratta in effetti di ottime, quanto semplici, pratiche quotidiane in gradi di trasformare la qualità energetica del nostro sistema e di conseguenza della nostra realtà quotidiana.
Le approfondiamo una per una. Ecco la numero 11:


CREDI IN TE STESSO

A meno che tu non faccia parte di quei pochi fortunati che - forse grazie a genitori equilibrati e propositivi o solo per congiunture favorevoli - sente in sè da sempre sicurezza e forza, benvenuto nel club affollatissimo di coloro che prima o dopo si trovano a dover fare i conti con l'annosa questione della fiducia in se stessi.

La tematica è talmente dirimente per il buon andamento della nostra vita e talmente diffuso invece il senso di disistima di sè, che Dietmar Kramer attribuisce al fiore di BachLARCH, che lavora sulla fiducia in se stessi, un capitolo a parte e una posizione prioritaria rispetto agli altri rimedi.



Kramer infatti evidenzia come la maggior parte degli atteggiamenti interiori negativi derivino dalla poca sicurezza nelle proprie capacità e risorse e consiglia quindi di avvalersi di Larch come rimedio base.

La paura del fallimento di fatto è talmente radicata in molti di noi, da inibire i talenti e pregiudicare la realizzazione personale, a volte in modo irreversibile.

Ok, dopo questa premessa, e dopo aver invitato tutti a prendere 4 gocce 4 volte al giorno di Larch diluito (quando ci sono dei sostegni perchè non servirsene?), ti informo che...

tu sei perfetto così come sei!   

Nulla di quello che abbiamo fatto e che abbiamo vissuto è sbagliato; tutto è funzionale alla nostra crescita e cambiamento.
Abbandona ogni idea autodistruttiva e boicottante su te stesso e concentrati su una cosa che sai fare bene ( "non so fare niente bene" è una risposta non accettata!!). Potrebbe essere qualcosa che ha a che fare con un ruolo che ricopri, come ad esempio "so fare bene la madre, l'impiegato...", ma potrebbe essere anche una cosa veramente semplice, come la torta di mele o pulire i tappetini della macchina.
Fermati sul pensiero di questa cosa che sai fare bene e osserva come ti fa sentire: presumibilmente in quel momento proverai un senso di fierezza, o almeno di tranquillità che ti fa sentire abile e sicuro. Perfetto, aggancia questa sensazione ed espandila... espandila mentalmente, espandila energeticamente, ancorala alla memoria e al tuo sentire, rendila una esperienza importante. Fanne un punto di riferimento stabile a cui riferirti ogni volta che dubiti di te stesso, fino a sentire che puoi credere in te stesso perchè sai...

sei perfetto così come sei!

domenica 15 luglio 2018

RIFLESSIONI SULLA MORTE

Trascrivo qui questo articolo interessante, con l'ulteriore spunto per letture utili. Grazie.



Carissimi amici, oggi voglio condividere con voi alcune riflessioni sulla paura della morte.
Tanti anni fa, quando stavo molto male e mi sentivo vicino alla morte, chiesi al mio amico Angelo Franchina, meraviglioso medico olistico: “E se sento che sto morendo, cosa faccio?” Egli mi rispose: “Niente, muori!”.

In un attimo mi si schiuse un mondo interiore, un mondo che forse era collegato al ricordo di innumerevoli morti nel piano fisico e che mi tranquillizzavano, in quanto mi ricordavano che io non ero mai morta, e mai sarei morta. Avrei cambiato un’altra volta l’abito fisico, questo “scafandro” che abbiamo in equipaggio per scendere in terza dimensione, ma io avrei sempre vissuto… come da sempre succedeva.
La morte, di cui tutti parlano con paura, di cui moltissimi non vogliono nemmeno parlare, non mi faceva più paura. Ma qual’era la vera paura che poteva rimanere? Quella forse di non riuscire a concludere ciò che, come anima, mi ero prefissata? Il fatto di lasciare qualcosa a metà, in sospeso? A livello mentale credo di sì, mi rimaneva questa paura; ma poi, nell’andare ancora più in profondità, oltre la logica, percepivo che nulla sarebbe avvenuto, se non nella perfezione di un Piano Divino, che io stessa, il mio Divino Sé, aveva scelto.
Libri e varie...
IL PATTO DELL'ANIMA
Nulla è perduto, nulla finisce e tutto è per sempre, si evolve e ritorna....
di Claudio Maneri

DOPO LA VITA
La crisi della morte
di Ernesto Bozzano

PAURA
Supera la tempesta con la saggezza
di Thich Nhat Hanh

SUPERARE LA PAURA DELLA MORTE - CD MP3
Seminario del 25 marzo 2012 - Roma
di Marco Ferrini

VIVI ORA E OLTRE LA MORTE
Prefazione di Rüdiger Dahlke
di Elisabeth Kubler-Ross

LA MORTE AMICA
di Marie De Hennezel

Se fossi andata in altre dimensioni in un momento che la mente avesse ritenuto inopportuno, sicuramente quello, invece, sarebbe stato il momento giusto per il Piano Divino che contempla il bene maggiore. Forse le persone intorno a me avrebbero avuto il bisogno di vivere un distacco dal mio corpo fisico, per riscoprire l’interezza della loro forza, per riscoprire che non avevano più bisogno di alcuna stampella a cui appoggiarsi? Forse sarei tornata in questo piano terrestre in un momento più propizio per concludere l’opera che mi ero prefissata di svolgere? O forse, semplicemente, ciò che dovevo fare in questa vita, l’avevo già fatto, e mi aspettavano nuovi scenari.
Inutile cercare risposte con la mente ordinaria. Io so che, quando Angelo, con una voce tranquillissima ed un caldo sorriso, alla mia domanda: “E se sento che sto morendo, cosa faccio?”, rispose con le semplici parole: “Niente, muori…”, mi si schiuse un mondo meraviglioso, dove non poteva più esistere alcuna paura.
Quando una cosa è ineluttabile, quando non c’è possibilità di scelta mentale in quel momento, ci viene chiesta soltanto la santa accettazione dell’evento; accettazione che non è triste rassegnazione, ma consapevolezza che tutto è perfetto… che non si muove foglia che Dio non voglia, e che qualunque cosa succede, è per il nostro maggior bene, che equivale al maggior bene comune, al bene del Tutto.
Il risveglio delle memorie antiche, il risveglio della consapevolezza Divina in noi, è la forza più grande, è l’assicurazione contro lo scoramento, la delusione, la disperazione. Ma ci sono momenti in cui, il bisogno istintivo di salvaguardare la vita fisica, ci mette in allarme, ci fa fuggire da un pericolo, ci fa reagire. In quei momenti l’adrenalina ci viene in aiuto… ed è perfetto anche questo. La nostra anima sa quando è il momento di difendersi, di scappare, di reagire, e quando tutto è compiuto ed è il momento di restare nel quieto mare dell’accettazione, della pace, dell’amore e della piena fiducia nel Piano Divino.
Questo vale anche per la malattia; quando abbiamo già fatto il possibile, ma ancora non stiamo bene, allora accettare la situazione con amore e fiducia nel Piano Divino ci dona così tanta pace e forza, che spesso, queste, sono proprio le medicine che ci fanno superare il momento di crisi.
Quando ricordiamo che la vita, Dio, sperimenta Se Stesso nelle infinite Sue forme, nelle miriadi di rappresentazioni teatrali, e che tutto questo è il Suo gioco, che non può mai scalfire la Sua potenza, la Sua interezza, la Sua Grandezza; quando consapevolmente sappiamo, sentiamo, in verità, che noi siamo quella particella di Dio che sta facendo il Suo Gioco Divino, la Sua rappresentazione teatrale, allora più nulla potrà essere così terribile, insuperabile, ingestibile, indicibile e irraccontabile.
Tutto passa nello schermo del cinema; ogni film inizia e finisce, ma non intacca il bianco immacolato dello schermo. Carissimi, grazie per aver letto fin qui queste mie riflessioni, so che più passa il tempo e più riusciamo a sperimentare, ad apprezzare la vita, ad avere nuove e più importanti priorità e che tutto il resto non è poi così importante, come credevamo in passato.
Non c’è niente di più grande ed appagante del riscoprire la nostra Grandezza!

Articolo di Italia Rizzo




FELICITA' A PASSO LEGGERO: IL RITUALE DELLA FELICITA' - 10 SORRIDI

Dal blog SALUTE LEGGERA

Qualche tempo fa ho pubblicato sul blog a passo leggero una immagina trovata sul web, che sintetizzava il RITUALE DELLA FELICITA'

Si tratta in effetti di ottime, quanto semplici, pratiche quotidiane in gradi di trasformare la qualità energetica del nostro sistema e di conseguenza della nostra realtà quotidiana.
Le approfondiamo una per una. Ecco la decima:


SORRIDI

Sorridi con la bocca, perchè fa bene ai muscoli del viso, tonifica e rinforza;
sorridi con gli occhi, perchè siano brillanti e luminosi e irradino bellezza;
sorridi con il cuore, perchè una luce calda espanda vibrazione nel tuo mondo;
sorridi con la tua anima, così che solo dolcezza sia il tuo orizzonte.

Ti racconto una storia.
E' il giorno del mio compleanno ed io sono in viaggio per tornare a casa dopo aver tenuto un seminario in Sicilia. 
Stanca e accaldata, mi appoggio ad uno dei pilastri della stazione Termini, in attesa dell'ultimo treno. Passare il giorno del mio compleanno da sola mi ha depresso e sono consapevole che sto indugiando poco saggiamente in uno di quei momenti di auto-commiserazione fini a se stessi e totalmente improduttivi che sconsiglio vivamente a tutti i miei clienti. 
Osservo distrattamente il fluire della folla sconosciuta davanti a me, chi con valige, chi di corsa, chi assorto; tra il brulicare opaco di volti, ne appare fulgido uno: il ragazzo extracomunitario  cammina ad andatura media, come tutti, non bello e non brutto, ma i suoi occhi ed i miei si sono agganciati; non so chi di noi due abbia iniziato a sorridere prima, ma so che ci stiamo scambiando un sorriso, lento, tenace, aperto, lunghissimo come possono essere lunghi i secondi che intercorrono in pochi passi. Ci attardiamo stupiti entrambi, a volgere le nostre teste in avanti, come a trattenere quel momento muto e magico in un tempo sospeso; poi, superando il mio pilastro, scompare tra la folla; io sento un caldo nel cuore e so di aver ricevuto uno dei regali di compleanno più preziosi  della mia vita.


Sorridi. Se non per far bene a te, per regalare al mondo qualcosa di irripetibile.


venerdì 13 luglio 2018

PASSATO SENZA PESO




STORIELLA GIAPPONESE

Due monaci zen, Tazan e Ekido, camminando lungo una strada molto fangosa, incontrano una giovane donna che teme di sporcarsi il prezioso kimono nell'attraversare la strada.
Tazan, senza esitazione, la prende in braccio e la porta dall'altra parte. 
I monaci proseguono in silenzio. Dopo 5 ore di cammino, Ekido sbotta: "perchè hai portato quella giovane? Noi monaci non facciamo queste cose!"
Tazan risponde: "Ho deposto la ragazza 5 ore fa. Tu, a quanto pare, la stai ancora portando".
Echkart Tolle


Non  si tratta di cancellare o dimenticare il passato, 
ma di scegliere di non portarne il peso.






mercoledì 4 luglio 2018

FELICITA' A PASSO LEGGERO: IL RITUALE DELLA FELICITA' - 9 CIRCONDATI DI PERSONE BELLE

dal blog SALUTE LEGGERA

Qualche tempo fa ho pubblicato sul blog a passo leggero una immagina trovata sul web, che sintetizzava il RITUALE DELLA FELICITA'

Si tratta in effetti di ottime, quanto semplici, pratiche quotidiane in gradi di trasformare la qualità energetica del nostro sistema e di conseguenza della nostra realtà quotidiana.
Le approfondiamo una per una. Ecco la nona:



CIRCONDATI DI PERSONE BELLE

Belle dentro, ovviamente! 
Anche se l'occhio vuole la sua parte, lo sguardo dell'anima vuole molto di più. 

Sappiamo che siamo energia più o meno densa. Quella "densa" la possiamo vedere con i sensi e con essi misurarla, giudicarla, e definirla. Questo ci mette nella condizione di poter tenere, almeno in parte, sotto controllo quello che ci accade; sarà facile tendere ad allontanarci da un "brutto ceffo" che vediamo avvicinarsi per strada nella nostra direzione, o evitare una persona poco pulita o esteriormente aggressiva.
Cosa succede però con l'energia sottile? Se non siamo in grado di riconoscerla e "sentirla", se, come accade a molti, semplicemente tendiamo ad ignorare ciò che non è tangibile e evidente, accade che ne subiamo gli influssi senza nessun filtro.

A volte persone molto "carine" fuori possono nascondere il "brutto ceffo" all'interno! 
Senza voler demonizzare nessuno, è però utile al nostro ben-essere imparare a scegliere cosa ci fa bene e cosa no. In quest'ottica, considerando che ognuno espande all'esterno la sua energia interna, accompagnarsi frequentemente a persone con una energia non sintonica con la nostra, o non benefica per noi, non è una operazione molto oculata poichè la frequenza del campo aurico si nutre di quello con cui viene in contatto e ne è tendenzialmente contaminata. 

Così come non soggiorneremmo un tempo molto lungo in una stanza satura di fumo, altrettanto dovremmo prendere le distanze (almeno energetiche!) da chi emette miasmi emozionali e mentali.

A volte purtroppo le persone sono sofferenti e in difficoltà a processare e trasformare le loro paure, o il dolore o la rabbia, in esperienza utile all'evoluzione; capita certamente anche a noi, nessuno è esente. 
In assoluto forse l'energia più insinuante dal punto di vista negativo potrebbe essere la lamentela; chi si piange addosso, o accusa dei propri mali il mondo, senza assumersi alcuna responsabilità, tende inevitabilmente a succhiare energia a chi è intorno. Il bisogno di trovare un capro espiatorio è generata dalla inabilità o mancanza di volontà a trasformare la propria visione in qualcosa di costruttivo.

Ognuno ha il diritto al proprio percorso; la domanda è: qual è il tuo? 
Se senti che in questo momento hai voglia di sentirti bene, il consiglio è quello di sintonizzarti sulle sensazioni che provi ogni volta che interagisci con quella o quell'altra persona, che siano conoscenti o amici o parenti.
Ascoltati. 
Osserva se dopo mezz'ora in sua compagnia, ti senti ricaricato oppure esausto. 
La risposta è già lì.
Agisci di conseguenza.

Un'altra domanda.... e tu, che persona sei....?