mercoledì 14 agosto 2019

11 PASSI DELL'IO SONO - 5


IO SONO immensamente amato. Da quella parte di me che tutto sa


E' stupefacente. 
Quando siamo nel flusso ogni aspetto sembra allinearsi con gli altri per favorire la coerenza di azioni, avvenimenti, circostanze, messaggi, verso una direzione.
Non bisogna dare per scontato nulla, ma pur meravigliandoci, in qualche modo possiamo aspettarci segnali e coincidenze che rendano fluido il percorso.

E' come far parte di un film essendo contemporaneamente lo spettatore che guarda col fiato sospeso, ignaro della trama, e lo sceneggiatore, che conosce tutta la storia, ha scritto il copione, sa cosa succederà e quando. 

Se è chiaro che lo spettatore siamo noi nel vivere quotidiano, quando recepiamo la vita passo per passo e in certi momenti che ci appaiono magici ci facciamo stupire da come gli eventi si intersechino in modo perfetto, chi è lo sceneggiatore?

Saint Germain ci dice che lo sceneggiatore siamo sempre noi. 
Sono Io con la maiuscola, quella parte più elevata del mio piccolo io di personalità, che sa, vigila, sostiene, ama la piccola persona che incarno e con cui mi identifico.
Questa parte potremmo chiamarla Sè superiore, o particella di Dio, o scintilla di Luce, non ha importanza: 

sentiti connesso, solo questo conta
e ricevi la grazia di questo Amore

namastè    

venerdì 9 agosto 2019

11 PASSI DELL'IO SONO - 4



IO SONO fiducioso nella vita. Io so che ogni cosa accade per un motivo. La mia fiducia è importante per creare armonia. 


Ogni cosa accade per un motivo... penso ad un mio cruccio, ad una cosa che non va come vorrei; a qualcosa che magari recepisco ingiusta, sfortunata, inutile, sbagliata, per me e per la mia vita.
Entro in connessione con questa cosa e osservo come mi fa sentire.

So che è difficile, ma per dare un senso alla frase "ogni cosa accade per un motivo", sono obbligata a riconoscerne la valenza trasformante e utile.
Peccato che questa valenza al momento io non la veda affatto... non è così, la maggior parte delle volte?

Ma se io sapessi già tutto, se io sapessi già che questa cosa accade per il tal motivo e che poi, se correttamente integrata, produrrà la tal conseguenza, non sarebbe la vita talmente facile da sfiorare la noia?

Invece la vita è sfidante; la vita ci invita ad uscire dalla zona di confort e provare a cambiare.
I cabalisti chiamano questo libero arbitrio. Se non ci fosse una distanza temporale tra causa ed effetto, non ci sarebbe probabilmente nemmeno lo sviluppo della nostra capacità di scelta. Le leggi universali invece inducono  lo stimolo a esplorare sempre più e sempre meglio questo aspetto.

Quando do fiducia all'esistenza, sto scegliendo di vivere in connessione con il mio Sè superiore, con quel quid  inspiegabile per la mente conscia, ma che il mio sentire profondo conosce.

Arrendersi al fatto che ogni cosa succede per un motivo, e non è necessario che io capisca e conosca adesso, semplicemente mi porta in uno stato di rilassatezza, scioglie tensione interna e conflitti. 
Ed è armonia.

mercoledì 24 luglio 2019

11 PASSI DELL'IO SONO - 3




IO SONO fatto di Amore e di Luce. Anche gli altri sono fatti di Amore e di Luce. 
Se guardo oltre l’apparenza posso vedere i colori della loro Luce. 


Credo che niente come la bottiglia E11 dell'Aura-Soma abbia il potere in uno sguardo di riportare la connessione con l'amore.
Parlo dell'amore silenzioso e tenero che emerge dal profondo quando riusciamo a sentire noi stessi, quello che siamo veramente: quel piccolo immenso nucleo dentro di noi, che non sa nulla, non ha fatto nulla, è privo di maschere, etichette, ruoli, memorie... è solo un atomo di Luce che si è incarnato nel buio, è solo una piccola stella che chiede esclusivamente di essere amata dall'involucro che siamo diventati e col quale ci identifichiamo.
Se solo ci dessimo per un momento l'opportunità di ascoltare quella voce profonda e vera, di accogliere la purezza di quel piccolo nucleo lucente, sapremmo che null'altro ci è veramente richiesto, se non di accudire con amorevolezza commossa la nostra vibrante e innocente scintilla.

Come dare la mano ad un bimbo, io tendo la mano verso di Te, e nella mia mano ti tengo, amando la tua Luce e onorando la tua Presenza

Portiamo nel cuore questa suggestione. 
Quando sentiamo espandere la forza dell'amore senza auto-giudizio, quando emerge la compassione per noi stessi, allora possiamo integrare la seconda parte del concetto di oggi:

così come io sono fatto di Amore e Luce, anche gli altri sono fatti di Amore e Luce. Se guardo oltre l'apparenza, così come so guardare oltre la mia apparenza, potrò vedere i colori della loro Luce, poichè sono riuscito a vedere i colori della mia Luce.

namastè



sabato 20 luglio 2019

11 PASSI DELL' "IO SONO" - 2



IO SONO il creatore della mia condizione. Io creo la mia realtà attraverso il mio pensiero. Ogni mio pensiero è una cosa reale, una forza che si materializza nella realtà. Sono consapevole degli effetti di un pensiero negativo e degli effetti di un pensiero positivo. Io posso modificare la mia realtà modificando il mio pensiero, accordandolo con il cuore. Posso iniziare a pensarmi felice. 

Hai presente le afformazioni?
Parlo della tecnica creata da Noah St. John; si basa sul presupposto che, quando utilizziamo la diffusissima tecnica delle affErmazioni positive, spesso si creano inevitabili risposte emotive confliggenti dentro di noi. Dire "io sono ricco", quando ti senti povero, oppure "sono amato" quando ti senti solo e abbandonato, per quanto possa essere utile spesso non funziona, nel momento in cui scatta internamente la risposta automatica: "non è vero!".  
Le affOrmazioni nascono con l’intento proprio di aggirare le resistenze psicologiche ed evitare il conflitto interno tra la volontà e l'emozione connessa col senso di realtà. La dinamica è di tipo cibernetico: circuito aperto/circuito chiuso.
L’affermazione crea un circuito chiuso, poiché - appunto - afferma una certezza.
L'afformazione invece, essendo in forma di domanda, crea viceversa un circuito aperto, la cui chiusura è lasciata alla mente della persona che la pone; la mente infatti, per sua natura e conformazione, è preposta a trovare risposte e soluzioni; sarà dunque spontaneamente portata a voler chiudere il circuito, ideando soluzioni creative che rispondano alla domanda.
Perchè parlo delle afformazioni in relazione al secondo passo dell'IO SONO?
Perchè so che affermazioni come: "io sono il creatore della mia realtà", oppure "posso iniziare a pensarmi felice" sono ostiche da sostenere in assoluta coerenza. C'è frequentemente una vocina scettica che emerge, non è così? Magari per sottolineare che per essere veramente felice manca X o Y, oppure che "la realtà la creo fino ad un certo punto perchè non sono io responsabile di quello che è oggettivamente esterno a me..." ecc.. ecc..
Il mio consiglio quindi, visto che si parla di utilizzare la forza del pensiero creativo, è di sfruttarla al meglio attraverso la tecnica delle afformazioni.
Potremmo provare quindi a trasformare l'affermazione: io sono il creatore della mia realtà
in : perchè sono così efficiente nel creare la realtà perfetta per me?
oppure
posso iniziare a pensarmi felice/perchè sono così immensamente felice?
Se emergono risposte, fantastico, potrai espandere la tua visione; il fine tuttavia non è avere risposte, ma lasciare che la mente le cerchi; questo focalizza il sistema sulla tua realtà che a quanto pare è.... perchè creo una realtà così felice?
hai capito? :-D 

   


venerdì 8 marzo 2019

8 MARZO COL NUOVO ARCHETIPO


Esiste un mondo nel mondo; è un mondo senza violenza e sopraffazione. Un mondo di sostegno reciproco, rispetto e tenerezza. Un mondo dove la Terra vive e respira e ogni bambino costruisce se stesso con la leggerezza che ha il fiore quando apre ii suoi petali al sole.
E' un mondo dove donne e uomini procedono mano nella mano. 
Esiste questo mondo, lo conosco perchè ci abito. Ogni tanto incontro un altro viandante, ci salutiamo con complice allegria negli occhi, pieni della visione di Nuova Umanità in cammino.
C'è posto, ancora tanto spazio, se vuoi venire anche tu.
Viaggia leggero, porta solo il cuore.

IL NUOVO ARCHETIPO: CREAZIONE D'AMORE

   

mercoledì 6 marzo 2019

UNA RISATA E' LA RISPOSTA


RACCONTO ZEN
Una antica tradizione prevede che se un monaco errante vince un dibattito con uno dei monaci, acquisisce il diritto di sostare una notte nel monastero, altrimenti deve proseguire il suo cammino.
Vi era uno di questi monasteri nel nord del Giappone, tenuto da due fratelli, il primo molto istruito il secondo ignorante e in più orbo di un occhio. Una sera il fratello dotto era molto stanco perchè aveva studiato tutto il giorno e quando arriva un monaco errante al monastero, chiede al fratello sciocco di condurre lui il dibattito; conoscendo però la poca sapienza del giovane,lo ammonisce dicendo:
"Abbi cura che il vostro dialogo sia il silenzio" temendo altrimenti una brutta figura. 

Alcune ore dopo il viandante si presentò dal monaco più anziano dicendo:
"Vostro fratello è straordinario! Ha vinto il dibattito in modo incredibile, non sapevo che fosse un così grande maestro! Così adesso devo andare".
Il fratello saggio era molto stupito. 
"Cosa è successo esattamente?" chiese incuriosito
Il viandante raccontò:
"Per prima cosa io ho sollevato un dito per simboleggiare il Buddha; allora il vostro incredibile fratello ha alzato due dita, ad indicare il Dharma, il divino insegnamento; allora io ho alzato tre dita, ad indicare il Buddha, il Dharma e il Sanga, cioè tutti i discepoli; ma a questo punto il vostro fratello illuminato ha agitato il pugno chiuso davanti la mia faccia, ad indicare che tutto è Uno!" 
e con queste parole partì.
Poco dopo il fratello anziano andò dal fratello minore:
"Mi è parso di capire che hai vinto il dibattito silenzioso"
"Ma no - disse l'altro - non ho vinto niente. Quello screanzato ha alzato un dito, come a significare che io avevo solo un occhio che vede; allora io, educatamente, ho alzato due dita, indicando che lui ne aveva due sani; a questo punto quello screanzato ha alzato tre dita, a farmi intendere che in due ne avevamo tre buoni! Così non ce l'ho più fatta, sono diventato pazzo di rabbia e l'ho minacciato di rompergli la faccia con questo mio pugno."
L'anziano fratello rise.

Il fratello intelligente è quella parte di noi che migliora continuamente, quella parte che evolve e cresce, di momento in momento, di vita in vita. 
Il fratello minore è la parte che vede male, che ancora non sa o non si pone domande; quella parte involuta  che spesso boicotta il procedere, che combatte e agisce per istinto. 
Il pellegrino è il cercatore dentro di noi. 
Il pellegrino e il monaco con un occhio solo hanno entrambi una visione personale della realtà: il primo vede la realtà con una verniciatura religiosa, il secondo da un punto di vista rozzo e basico. Il terzo fratello, stanco, è appesantito dal suo sapere, ne è prigioniero, ma nel momento in cui la sua mente si rende conto che ognuno dei due contendenti ha una sua visione della realtà, finalmente accade la risata.
La risata è la libertà dall'identificazione con l'ego spirituale, con la cultura, la sapienza, la sicurezza del sapere e le certezze in ogni campo.
La risata accade perchè il saggio si rende conto che la realtà non esiste; con la risata emergono la semplicità e la leggerezza.

Lasciamo che il cuore senta la leggerezza, giacchè non è suo compito capire o dare un significato; la tranquillità del cuore purifica la mente, che nel sapere di non sapere trova la strada.