martedì 10 marzo 2020

I 10 DONI DEL CORONAVIRUS




Era chiaro già dall’inizio dell’anno (guarda il mio post del 29 dicembre), e si sta manifestando: il potere prende esplicito possesso delle nostre vite e si palesa con tutta la sua veemenza.
Quando siamo nel nostro potere abbiamo una percezione di forza, se siamo invece sovrastati dal potere esterno, la sensazione è di prostrazione e impotenza.
E' nostra precisa responsabilità osservare cosa accade e portarlo ad un livello più elevato di coscienza per trasformare questa sensazione di fragilità in coraggiosa riscossa. Se non fossimo pronti per questo salto, se non avessimo voluto accettare la sfida, non ci saremmo incarnati in questo momento storico così particolare, quindi animo!!

I 10 DONI DEL CORONAVIRUS 

ovvero gli elementi per il nuovo livello di coscienza

1 - gestire la paura
Lo hanno già scritto in tanti, lo ripeto anche io perchè è macroscopico ed esiziale: la paura blocca la dinamica evolutiva; che sia paura del contagio o della povertà, o della perdita di libertà, o della solitudine, o del cambiamento, o altro, quello che conta è osservare con onestà che reazione sta scatenando in noi la situazione attuale. Cerchiamo di contattare la paura, non sfuggiamo; guardiamola in faccia, respiriamoci dentro, magari in alcuni casi fino a scioglierla. La paura è la nostra carceriera, è il velo che ci separa da una dimensione più compiuta. Facciamo di questo momento una potente occasione di risveglio, sia personale che collettivo, così come il 2020 ha promesso.

2 -  centratura
Stare ad un metro da un altro, controllare cosa si tocca con le mani, che gesti si fanno, come un altro agisce, ci spinge inevitabilmente ad esercitare l'osservazione e quindi a risvegliare l'Osservatore che è in noi. Ogni scuola esoterico/spirituale che può chiamarsi tale, ogni Maestro, ogni Guida, da sempre predicano l'osservazione di Sè come percorso necessario per la crescita interiore. La rottura forzata dei ritmi automatici costringe ad un nuovo modo di stare con noi stessi.

3 - generosità 
Lo abbiamo capito, per tutti i sani e forti, o presunti tali, quello che ci sta sfidando è il senso di obbligatorietà e, in alcuni casi, la sensazione di inconsistenza della necessità di precauzioni che possono sembrare esagerate. Al di là di motivazioni e considerazioni, nelle quali ora non entro, osservo i fatti, e i conseguenti pensieri, tipo: "pur essendo sano, forte, senza persone malate intorno o che conosco, mi dicono che devo stare a casa e ridurre drasticamente la mia libertà". Questa situazione, di fatto, può invitare a esplorare il territorio vergine della generosità. Quanto mi sento solidale, generoso, aperto all'altro? Quanto recepisco l'altro come parte di me? Quanto cuore c'è in me, a prescindere dalla necessità di adottare o meno dei comportamenti esteriormente limitanti? Una grande occasione di confronto interno.

4 - resilienza
Fluire con gli eventi, fluire con la vita, rivisitare le priorità. La vita non ammette controllo, sfugge ai nostri bisogni di sicurezza e stabilità, non segue linee dritte e tracciate. La strada di un ricercatore spirituale è disseminata di dubbi e incertezze, cosparsa di semi di fiducia e percorsa con senso di avventura e accoglienza del rischio. Siamo qui per imparare questo, e il periodo corrente ci da ampia possibilità di sperimentazione. 

5 - contatto
Non ci si può abbracciare? Ma siamo consapevoli, finalmente, di quanto possa essere terapeutico, dolce, caldo, vitale, un tocco, un abbraccio? Possiamo iniziare a considerare quanti abbracci non abbiamo saputo dare, quanto ci siamo chiusi nel nostro guscio di noce per proteggerci dall'altro, quanta solitudine ha sperimentato il nostro corpo, le nostre cellule? Quanto una semplice stretta di mano possa essere davvero un incontro con l'altro e non un gesto routinario e scontato? Possiamo percepire l'intelligenza del corpo, che fa delle mani - le nostre, le altre - il veicolo dell'energia vitale?

ovvero gli elementi per la costruzione di una nuova Italia

6 - capacità critica
L'evidente limite mostrato dai mezzi di comunicazione mainstream di svolgere il loro compito in modo corretto, impone inevitabilmente la necessità di affinare la capacità critica individuale. Ricercare autonomamente fonti attendibili, farsi domande, affrontare dubbi; da popolo bue a esseri pensanti, la sfida è aperta.

7 -  unione nazionale
Siamo collegati, è evidente. Il virus non ha confini, non conosce frontiere e soprattutto viaggia da nord a sud e da est a ovest, come fanno, con tutta evidenza, gli italiani. Non ha senso dividerci regionalmente, siamo ormai un popolo, come forse non è mai stato. Nel sangue di un italiano, ad oggi 2020, ci sono geni del sud e del nord, non più separabili; comprendere questo sarebbe finalmente superare, per la prima volta nella storia, le memorie di divisioni ataviche che ancora ci inducono a pensare in termini di "noi" e "loro". Il nuovo paradigma chiede che esista il concetto di UNO: ebbene, forse è il tempo di sperimentarlo nella dimensione concreta, dando attuazione alla frase famosa di D'Azeglio e dunque finalmente fare, dopo l'Italia, gli italiani. 

8 - solidarietà sociale
Chiaro come il sole, se non ci fosse stato il residuo funzionante della sanità pubblica, a quest'ora saremmo stati veramente in ginocchio. Occasione brillante per evidenziare la scelleratezza delle scelte liberiste degli ultimi 10 anni. Riprendiamoci il diritto alla salute per tutti, riqualifichiamo la solidarietà attraverso interventi di welfare sociale e ripristino dell'eccellenza del sistema Italia. Questa scelta è d'obbligo e un compito etico e morale combattere per essa.

9 - verifica dei nostri valori
chi siamo noi? Davvero i valori portanti che storia, filosofia, arte, bellezza, di cui il nostro paese è da sempre baluardo nel mondo, sono ininfluenti di fronte all'imperio del capitale e dei mercati? Davvero aderiamo alle scelte prive di passione e cuore di questa UE senz'anima e tiranna? Davvero vogliamo questo tipo di realtà? Questo momento storico ci chiede di porci queste domande e rispondere con autenticità, poichè adesso possiamo, forse, ancora incrinare il disegno che altri hanno tracciato per noi. Il rimando è al punto 1: la paura.  

ovvero l'elemento cardine 

10 - la responsabilità
Sei un essere di Luce, non uno schiavo. Sei un essere potente, non un fragile pedone sulla scacchiera. Prendi coscienza della tua Essenza, è adesso il tempo del risveglio e dell'assunzione di responsabilità di ciò che si E'. Eleviamo la coscienza del pianeta e scegliamo di cambiare paradigma. Creativamente, immaginiamo un altro futuro, una nuova Terra, un altro modo di fare società. Diamo alla luce la nuova umanità. 
Che sia il tempo in cui il Cuore emerga.

    




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